La lite era già iniziata lunedì, dopo che il premier Enrico Letta, concludendo la due giorni all’abbazia di Spineto, aveva «dichiarato guerra» al Porcellum: «Con questa legge non si può andare a votare». A quel punto è cominciato il botta e risposta all’interno della maggioranza. Da un lato il Pdl a spiegare che prima della riforma del sistema elettorale occorre cambiare le istituzioni. Dall’altro il Pd ad insistere sul fatto che il Porcellum va cancellato. Subito. Ieri è andato in scena il secondo round. Anna Finocchiaro, presidente Pd della commissione Affari Costituzionali del Senato che con l’omologo della Camera Francesco Paolo Sisto (Pdl) dovrà occuparsi dell’iter parlamentare delle riforme costituzionali, ha rilanciato: «È evidente che il percorso delle riforme costituzionali è complesso e va ordinato. Ed è chiaro che una nuova legge elettorale dovrà essere coerente con il sistema istituzionale che il Parlamento sceglierà». Ciò premesso, «dobbiamo assolutamente evitare di tornare a votare, tra poco o tra tanto, con la legge Calderoli. Io penso che questa scelta debba essere propedeutica a qualsiasi ragionamento sulle riforme. È una cosa che si può fare in fretta abrogando il testo attuale e magari correggendo la legge previgente e io penso che sia la prima necessità costituzionale che abbiamo di fronte». Immediata la risposta del fronte opposto. «La legge elettorale non può essere scissa da una riforma istituzionale - ha spiegato il presidente della commissione Esteri di Montecitorio Fabrizio Cicchitto intervistato da Tgcom24 -. La missione principale sono però i temi economici, questa è la priorità, fare di tutto per la crescita. Io sono tra quelli che ritiene che questa legge non funzioni, ma la priorità non è legge elettorale». Sulla stessa lunghezza Sisto, ospite di Shampoo (rubrica di Tgcom24 condotta da Massimiliano Lenzi e Luigi Galluzzo): «La legge elettorale va cambiata, ma col rispetto dei tempi e del nuovo eventuale modello di Stato. Ho un convincimento: l’esasperazione delle preferenze non va bene così come non va bene il Porcellum». E ancora più esplicita, intervenendo ad Agorà su RaiTre, Daniela Santanchè: «La legge elettorale è un falso problema. Non ci sarà mai la migliore. Gli italiani non mangiano con la legge elettorale». Insomma, le posizioni di Pd e Pdl sono, anche su questo tema, distantissime. Non potrebbe essere diversamente. I Democratici pur godendo del premio di maggioranza che gli ha regalato alla Camera un numero di seggi sproporzionato rispetto alla risicata vittoria ottenuta, sono stati costretti a piegarsi alle «larghe intese» dall’ingovernabilità del Senato. I secondi, proprio grazie al Porcellum, hanno ottenuto un insperato pareggio che gli ha permesso di partecipare all’esecutivo. Il problema che, al fianco del Pd, si schierano ovviamente MoVimento 5 Stelle e Sel. «Sicuramente dobbiamo togliere questa legge indegna con la quale si è arrivati a questo punto» spiega il capogruppo grillino a Montecitorio Vito Crimi. Che poi lancia qualche proposta: ritorno alla preferenza, limite di due mandati, incandidabilità per chi già esercita un mandato elettorale di altro tipo e incandidabilità in più di una circoscrizione. «La proposta del presidente Letta di abolire subito il Porcellum e poi avviare il dialogo per la definizione di una nuova legge elettorale va nella giusta direzione - sottolinea la senatrice di Sel Loredana De Petris -. Del resto eravamo stati proprio noi di Sinistra ecologia e libertà a mettere in campo per primi questa ipotesi». E anche Andrea Mazziotti di Scelta Civica è d’accordo: «La legge elettorale è la priorità ed è importante che forze politiche e commissioni lavorino comunque da subito a una riforma del Porcellum. Altrimenti si corre il rischio, nella malaugurata ipotesi di caduta del governo, di tornare alle elezioni con le vecchie regole». Il rischio è proprio che l’esecutivo non riesca nemmeno stavolta a cancellare il Porcellum. E forse per questo il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, intervistato dal Tg3, si posiziona nel mezzo della diatriba: «Non è possibile che una coalizione con meno del 30% dei voti possa raddoppiare i propri seggi. L’attuale legge elettorale rischia di essere incostituzionale. Dovremo studiare una modifica del premio di maggioranza, introducendo una clausola di salvaguardia». E aggiunge: «Prima di scegliere la legge elettorale, bisognerà scegliere la forma di governo. Dobbiamo decidere se andare a Parigi, Berlino o Londra».
Pd e Pdl litigano anche sul Porcellum
Per i Democratici bisogna cancellare subito la legge elettorale Gli uomini del Cav: «Non è la priorità. Prima i temi economici»
