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L’anatema di Grillo: «Se crolliamo noi arrivano le barricate»

«Noi siamo l’unica forza in questo vuoto di democrazia, se crolliamo noi arrivano le barricate». Va giù duro ancora una volta Beppe Grillo, nel suo comizio in provincia di Bari. Ovviamente attacca...

«Noi siamo l’unica forza in questo vuoto di democrazia, se crolliamo noi arrivano le barricate». Va giù duro ancora una volta Beppe Grillo, nel suo comizio in provincia di Bari. Ovviamente attacca Pd e Pdl: «Stanno rubando tempo», dice, prevedendo che il governo Letta durerà poco. Nel frattempo i questori della Camera bocciano l’idea dei 5 Stelle che avrebbero voluto «girare» a un fondo per il microcredito alle imprese una parte del loro stipendio. L’ufficio di presidenza di Montecitorio, infatti, ha bocciato la creazione di un conto ad hoc. «Non sarà possibile l’attivazione di un nuovo capitolo di entrata per le devoluzioni volontarie dei deputati. La Camera non può accogliere la richiesta del M5S» ha detto uno dei questori, Stefano Dambruoso. Non si può, ha aggiunto, «istituire nel bilancio della Camera dei Deputati un nuovo capitolo di entrata con denominazione apposita, in cui far confluire, su base volontaria, la quota che ogni deputato, appartenente a qualsiasi Gruppo, riterrà più opportuno destinare degli emolumenti attribuiti in relazione alla funzione». Ha spiegato ancora: «L’impossibilità deriva dal fatto che, per quanto provenienti dai compensi corrisposti in ragione del mandato parlamentare, le risorse cui fanno riferimento i deputati del Movimento 5 Stelle sono già entrate nella loro disponibilità individuale. Circa il relativo utilizzo dunque, i parlamentari potranno decidere liberamente, secondo i rispettivi convincimenti e priorità. Aggiungo che anche nel caso si fosse inteso assumere alla responsabilità della Camera la gestione di tali somme, non si sarebbe potuta immaginare altra destinazione che la restituzione al bilancio dello Stato, in mancanza di diversa previsione legislativa sul punto. Una diversa destinazione, individuata dall’Ufficio di Presidenza, avrebbe infatti fatto carico all’Istituzione parlamentare di finalità che l’ordinamento non prevede». Intanto, tiene ancora banco la questione diaria. Anche se i toni sono rientrati. A partire dal dissidente Alessandro Furnari, tornato sui propri passi dopo le sfuriate anti-Grillo dei giorni scorsi, e «assolto» da uno dei più «ortodossi», Alessandro Di Battista, che sulla sua pagina Facebook festeggia: «Anche su diaria e indennità impegni mantenuti! Gufi gufi marameo, tutti giù dal Colosseo...». Lo stesso Grillo assicura che su diarie e rimborsi non ci sono mai stati problemi. Ma alcuni parlamentari restano perplessi soprattutto perché incolpano il comico (e il suo alter ego Gianroberto Casaleggio) di aver cambiato le regole. Il «Codice di comportamento», infatti, dava la possibilità ai 5 Stelle di tenersi tutti i rimborsi. Mal di pancia anche per la presenza all’ultima riunione con il comico di un dipendente della Casaleggio Associati.

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