Politica

Gelo tra i montiani: Montezemolo vicino all’addio

La pattuglia montiana di Scelta civica è in «sofferenza». I segnali si erano moltiplicati da settimane, per culminare nei giorni della formazione del governo e poi con le presidenze delle...

La pattuglia montiana di Scelta civica è in «sofferenza». I segnali si erano moltiplicati da settimane, per culminare nei giorni della formazione del governo e poi con le presidenze delle commissioni. Ieri, però, un editoriale della montezemoliana Italia Futura ha riacceso i riflettori sulla situazione: «Non siamo la corrente di nessun partito» hanno scritto Luca Cordero di Montezemolo e Nicola Rossi. «Sei mesi fa Italia Futura - recita l’editoriale - ha messo se stessa, le sue donne e i suoi uomini migliori, le sue risorse al servizio di un progetto politico». «Oggi l’Italia - si continua sul sito - ha un nuovo Parlamento e un nuovo Governo di cui l’espressione di quel progetto politico costituisce parte integrante. Un Governo, certo, frutto anche dello stallo elettorale ma pienamente consapevole della necessità di aprire una fase nuova della vita del Paese». «Per Italia Futura - che è nella politica, ma al di fuori dei partiti, e non è, non può essere, non vuole essere la "corrente" di nessun partito - è arrivato il momento di riprendere la strada maestra, tornando alla mission iniziale: promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese, dando voce a chi non si rassegna a contribuire alla vita pubblica solo il giorno delle elezioni». Insomma, uno degli azionisti più forti del movimento fa capire che il tempo sta scadendo. Sul campo, è Andrea Romano a tenere alta la tensione nei gruppi parlamentari. Nel «mirino» vi sarebbe il gruppo cattolico facente capo a Andrea Riccardi, Andrea Olivero e Lorenzo Dellai, e c’è chi sostiene che nell’assemblea di domani potrebbe addirittura essere formalizzato il lancio di un’«opa» sul movimento, con la richiesta di un azzeramento delle cariche. In prospettiva, c’è anche chi si spinge a ritenere che nell’obiettivo di Italia Futura sia finito lo stesso ex premier. Ma questo si vedrà nell’assemblea, che potrebbe tenersi o presso i gruppi parlamentari o nella nuova sede di via Poli, ereditata da Futuro e libertà. Si parla di un documento già pronto e firmato, c’è chi paventa una scomposizione in tre tronconi (Udc, montiani, Italia futura), ma c’è chi ricorda anche l’esistenza di una clausola precisa prevista nell’atto di presentazione alle elezioni, per cui ci si impegnava a mantenere unità d’azione nell’ambito dello stesso gruppo (qualcuno adombra anche l’esistenza di penali, in caso di inottemperanza). Monti, intanto, secondo quanto si apprende, pur non avendo perduto la fiducia nella possibilità di strutturare il movimento e di avvicinarlo alla forma-partito, sarebbe totalmente contrario ad assumersi i panni del cireneo chiamato a portare la «croce» di una mediazione infinita tra le diverse anime di Scelta civica.

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