Politica

L’inammissibile giudizio etnico

di Sarina BiraghiRazzismo e ignoranza. Un’accoppiata insopportabile, sempre, figuriamoci in un procuratore della Repubblica Italiana, un magistrato che chiede sentenze in nome del popolo italiano....

Razzismo e ignoranza. Un’accoppiata insopportabile, sempre, figuriamoci in un procuratore della Repubblica Italiana, un magistrato che chiede sentenze in nome del popolo italiano. Una donna. Ilda Boccassini, durante la sua requisitoria nell’aula del tribunale di Milano, ha tracciato il profilo di Ruby come quello di una ricattatrice che riesce a sfruttare l’avvenenza fisica da un lato e il fatto di essere musulmana dall’altro perché «furba di quella furbizia orientale propria della sua origine». E così nel processo contro il Cav per aver creato ad Arcore un «sistema prostitutivo per soddisfare i suoi piaceri», anche la giovane marocchina diventa una vittima. Di se stessa, delle sue scelte e delle sue origini. Senza fare le maestrine con la penna rossa che hanno studiato la geografia, Ruby viene dal Maghreb «il luogo del tramonto» perché situato nella parte più occidentale dei paesi nordafricani. Spaventa molto di più il giudizio etnico pronunciato non al mercato o nel salotto di casa, ma in un tribunale. Proviamo a invertire le parti: cosa sarebbe successo? È caduta di stile, regressione culturale e razzismo soltanto quando parlano i leghisti? Nessuna levata di scudi da parte della sinistra snob sempre pronta a condannare i rigurgiti xenofobi come accaduto in difesa della neo ministra Kyenge o della presidente Boldrini. L’unica a parlare è stata Souad Sbai, ex deputata presidente dell’Associazione delle donne marocchine in Italia: è un termine che non è in modo più assoluto accettabile, una semplificazione grossolana e lontana dalla nostra cultura». Calamandrei scrisse: «Una cosa è la pubblicità del processo, altra la spettacolarità». Ecco, il corto circuito tra show mediatico e gogna pubblica ha provocato quello che non è stato assolutamente un «lapsus» della Boccassini. Se la condotta di Berlusconi oltre che ingenua è inaccattabile, le parole di Ilda la rossa sono inammissibili. E dispiacciono ancor di più perché arrivano da una donna nei confronti di un’altra donna (della quale peraltro non si ha prova che fosse una prostituta e se mai ce ne fossero andrebbero perseguiti anche gli altri uomini che l’hanno sfruttata...). Del resto se anche in un monologo contro il femminicidio Paola C. si mette contro Paola F. non c’è speranza, sarà sempre così. Donne contro donne.

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