Grida, insulti, bandiere del Pdl bruciate. E i manifestanti che, con un variopinto palinsesto di slogan a base di parolacce, cercano di zittire Berlusconi mentre parla sul palco. Ma per il leader del MoVimento 5 Stelle quella che sabato ha contestato il Cavaliere a Brescia «è la meglio gioventù» contrapposta «alla vecchiezza della Repubblica». Nessuna condanna. Nessuna critica, neanche da Sel, le cui bandiere sventolavano numerose in piazza del Duomo e silenzio complice pure da parte del Pd. Un vuoto che permette all’intolleranza di irrobustirsi e allargarsi a macchia d’olio, acuito dalle frasi di Beppe Grillo, che interpreta la contestazione come frutto di un divario generazionale, salendo sulla cattedra dell’ideologia rottamatoria e dando i voti a una parte e all’altra. Negativi, ovviamente, per i contestati. Positivi, per i contestatori. «Nei vicoli che portavano alla piazza del Duomo di Brescia sono sfilati ieri, insieme e contrapposte, la meglio gioventù e la vecchiezza della Repubblica. Maglioncini girocollo, pullover, cravatte e occhialini sul petto, capelli bianchi e pantaloni comodi dei pensionati si mescolavano con magliette, rasta, felpe, barbe incolte, bandiere multicolori di disoccupati, studenti, precari. I due gruppi erano impermeabili come l'olio con l'acqua. Vasi incomunicanti. Due salti generazionali, un abisso. Nipoti e nonni - si legge in un posto sul blog del profeta barbuto, che ieri ha ribadito a una giornalista cilena che in Italia c’è stato un colpo di Stato, anche se "dolce" - Negli occhi delle persone anziane che si apprestavano al palco ad ascoltare i deliri di un vecchio di quasi ottant’anni c’era stupore, meraviglia. Non capivano le urla e la rabbia dei ragazzi. Per loro era normale che un condannato a quattro anni per frode fiscale attaccasse pubblicamente la magistratura scortato dal ministro degli Interni. Una scena sudamericana nella città della strage di piazza della Loggia - continua il post - Per i ragazzi era uno sfregio, una provocazione. Per gli anziani rappresentava la normalità, quella conclamata ogni giorno dalle televisioni, il loro filtro faustiano di eterna giovinezza. Lo smarrimento nei confronti della protesta era autentico». Ma anche lo smarrimento di ogni sincero democratico di fronte a una protesta che non si è limitata a contestare le parole di un uomo politico, bensì ha cercato di impedire che queste raggiungessero il «suo popolo», è autentico. E i commenti del capogruppo al Senato dei grillini non hanno contribuito a rassenerare gli animi. A Brescia non c’è stata un’aggressione al Pdl, perché «l’aggressione è stata da parte di Berlusconi all’ordinamento democratico di questo Paese nel momento in cui va a contestare uno dei tre poteri dello Stato. Quella è la vera aggressione», ha rincarato la dose Vito Crimi parlando durante il programma «In mezz’ora». Così, oltre al rispetto della libertà di espressione, anche l’italiano viene svilito. Se, infatti, è lecito criticare le critiche di Berlusconi alla magistratura, essendo lui parte in causa, e perfino la presenza del ministro dell’Interno alla protesta pidiellina, basta guardare il video della contromanifestazione per capire chi erano gli aggrediti e chi gli aggressori. E le parole, come diceva qualcuno, sono importanti. Chi parla male, pensa male e chi pensa male, agisce peggio. L’intolleranza non nasce dal nulla. Trova il suo terreno fertile nella giustificazione di gesti anti-libertari, come quello di sabato. E nel silenzio degli uomini di buona volontà, ammesso che in questo Paese ce ne siano ancora. Sì, certo, è innegabile che l’Italia ha difficoltà a far emergere i suoi giovani talenti. E questo vale anche in politica. «L’Italia è un mondo per vecchi. Il suo presidente è il più longevo del mondo, in Parlamento dagli Anni ’50, da prima dello Sputnik - aggiunge Grillo sul blog - Un Paese pietrificato. I giovani chiedono il conto. Ne hanno diritto». Ma il sarcasmo dell’ex comico genovese è fuori luogo. «Nuovo» non è sempre sinonimo di «migliore». E forse Grillo dovrebbe riguardarsi lo stupendo lavoro di Marco Tullio Giordana, per ricordarsi che «la meglio gioventù» era chi voleva cambiare il mondo non con la violenza, tutto e subito. Ma poco per volta. E con pazienza.
Grillo difende i contestatori e attacca Napolitano
L’ex comico: «A Brescia la meglio gioventù». Silenzio complice di Pd e Sel
