Politica

Grillo: «Sugli stipendi non fate la cresta»

Il comico richiama gli esponenti del M5S Annuncia anche una black list. E poi ritratta

È arrivato in Parlamento alle 15.30. È entrato con l’auto in garage, per evitare l’assalto dei cronisti che l’aspettavano da un’oretta tra piazza Montecitorio, via della Missione e il palazzo che ospita i gruppi politici della Camera. Non capita tutti i giorni di vedere Beppe Grillo in Parlamento. Deve aver avuto un effetto speciale anche per lui. S’è trattenuto quattro ore con i parlamentari del M5S. Non è stato tenero, ha letto anche il «Codice di comportamento degli eletti 5 Stelle», tanto per mettere le cose in chiaro. Una diretta Twitter ha riportato le frasi principali del comico. Intanto il richiamo è stato soprattutto sugli stipendi. Grillo ha annunciato: "Metteremo nomi e cognomi di quelli che vogliono tenersi i soldi". Una sorta di black list con i parlamentari che non si accontenteranno dei 2.500 euro al mese netti (invece di 5 mila) e dei rimborsi «rendicontati» ma intascheranno anche il resto dei soldi a forfait previsti per deputati e senatori. Le regole, scritte dagli stessi Grillo e Casaleggio, li autorizzerebbero a farlo (questo è il vero pasticcio), dunque non potendo espellere i rappresentanti "colpevoli", il comico si è limitato a un altolà. In serata il «non partito» ha ritrattato: sulla black list deciderà l’assemblea dei parlamentari. In ogni caso Beppe ha avvertito: «Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato». Ha parlato anche di comunicazione: «Purché non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee», e ha aggiunto: «Noi siamo un gruppo, dobbiamo parlare con le persone». Gli è scappato anche un «Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti». Ovviamente ha rimarcato la distanza con gli altri: «Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con rispetto e verità». Poi Grillo ha parlato dell’attività in Parlamento: «Lavoriamo sui 20 punti del programma. Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare». Ha detto ancora: «Gli altri bluffano con le nostre idee». Sul Pd ha precisato: «Non cercava alleanza, cercava voti per fare il governo senza il M5S. Non dimenticheremo chi siamo e da dove veniamo». Poi ha rivendicato: «Stiamo proteggendo la democrazia di questo Paese. Questo cambiamento sarà morbido ma ci dovrà essere. Se non ci fossimo noi ci sarebbero forze veramente sovversive». Infine ha ribadito: «Non siamo attaccati alle poltrone. Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa». Alla fine i toni sono diventati ancora più morbidi: «Sono venuto a darvi un abbraccio, a dirvi che stiamo andando alla grande». Prima di congedarsi, Grillo ha precisato: «Vado in mezzo alla gente, la gente ci vuole bene, hanno capito che siamo diversi». Alla fine del vertice, il comico ha incontrato gli imprenditori della Confesercenti. Sul blog, invece, non ha rinunciato ad attaccare il Cavaliere: «In un qualsiasi Paese democratico un personaggio come Berlusconi sarebbe in carcere o allontanato da ogni carica pubblica, da noi è l’ago della bilancia del Governo, punto di riferimento di Napolitano nel suo doppio settennato, protetto dall’opposizione del pdmenoelle formata a sua immagine e somiglianza, tutelato dai servi che ha nominato in Parlamento, difeso dalle menzogne delle televisioni e dei giornali».

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