di Ruggero Guarini Eccellente idea quella venuta a Enrico Letta del ritiro del governo per due giorni in un convento. È infatti ora che tutti i membri di questo non proprio saldissimo esecutivo, compresi quelli di più incrollabile fede nella propria superiore qualità politica e morale, ossia anche i più immarcescibili rappresentanti del tipo, frequente soprattutto nel campo della sinistra, "mi spezzo ma non mi piego", anzi soprattutto quelli, si decidano finalmente a capire che per imparare, se non a rispettare gli avversari, quanto meno a sopportarli, occorre innanzitutto riappacificarsi con la vita. Giacché tutto lascia sospettare che l’assoluta intransigenza dei più gagliardi esponenti della passione antiberlusconiana, e la loro conseguente riluttanza ad accettare un sia pur temporaneo e circoscritto armistizio con il loro nemico principale, siano in effetti soltanto una conseguenza della loro assoluta incapacità di accettare la realtà e la vita quali esse sono, ossia un pochino purtroppo diverse da quelle di loro gusto. E in quale luogo potrebbe più facilmente accadere il miracolo di una loro almeno provvisoria conversione all’ideale della tolleranza di quello scelto da Letta per questo loro ritiro, tra le meravigliose colline della val d'Orcia, nel senese, in un'abbazia dell'undicesimo secolo? Peccato che questa splendida idea sia stata un pochino involgarita dall’espressione – "fare spogliatoio" – usata dallo stesso premier per designare lo scopo di questo ritiro. Esso dovrebbe – ha scritto su Twitter – aiutare i membri del governo a conoscersi e a programmare. Peccato, perché il ritiro avrà senso soltanto se questi due giorni trascorsi al centro di quel magico paesaggio riusciranno davvero, come tutti gli italiani di buon senso dovrebbero augurarsi, a far fare loro un passo avanti sulla strada della comprensione reciproca e della rinuncia alla reciproca esecrazione. Per la sinistra, comunque, l’uso di questi ritiri non è una novità. Tre anni fa il gotha del Pd si riunì proprio a Spineto e c'erano tutti – Bersani, Franceschini, Veltroni, D'Alema – ad ascoltare Romano Prodi. Proprio lui, fra l’altro inaugurò questo rito, convocando lo stato maggiore dell'Ulivo nel castello di Gargonza - sempre in Toscana - nel 1997, mescolando il tutto con un gruppo di intellettuali, fra i quali Umberto Eco, Paolo Flores D'Arcais, Maurizio Costanzo e Stefano Benni. Letta però non ha aggiunto al suo invito nessun additivo simile, e questa non è certo una differenza da poco. Concluderò azzardandomi a immaginare da quali pensieri e sensazioni, durante questo ritiro, potrebbe scaturire, nell’animo dei convenuti, la miracolosa scoperta di un senso della vita incompatibile con quella bellicosa ostinazione che può ancora indurli a nutrire rancori e rifiuti simili a quelli che nei giorni scorsi, col mancato rispetto, da parte del Pd, dell’accordo sulla presidenza della Commissione Giustizia, ha fatto quasi cadere il governo, e che potrebbero ancora tornare, in un più o meno prossimo avvenire, a farlo vacillare. Bene: chissà che al cospetto del mirabile paesaggio che circonda il convento in cui, da sabato a domenica prossima, tutti i membri dell’esecutivo dovranno convivere, si imponga alle loro coscienze l’improvvisa scoperta della ridicolezza dei loro orgogli di fronte ai tre aspetti più straordinari della natura spalancata davanti ai loro occhi: la potenza, la bellezza e la grandiosità. Certo la percezione di questi tre aspetti non serve a nessuno scopo politico e sociale. Eppure quanto meschini e mortificanti potrebbero apparire, alla luce di una simile esperienza, quei tenaci pregiudizi in cui spesso riponiamo le nostre più fiere passioni, convinzioni e pretese identitarie! Dunque, carissimi duellanti del governo, quando sarete tutti riuniti in quel convento, provate a confrontare la potenza delle vostre idiosincrasie con quella della circostante natura e lasciatevi assalire dal sospetto che esse siano solo l’espressione di un’egolatria che vi impedisce di aprirvi alla comprensione del sale della vita.
Governo, natura e pregiudizi
di Ruggero Guarini...