Politica

La «manovrina» all’esame della Ue

Il piano Il decreto su Imu e Cig in deroga arriverà la prossima settimana Servono 4 miliardi. Essenziale il via libera di Bruxelles. Saccomanni lunedì all’Ecofin

Lunedì e martedì prossimi il ministro dell’Economia Saccomanni si presenterà alla riunione dell’Ecofin con in tasca il Def, il Documento di economia e finanza, fresco di approvazione del Parlamento con la risoluzione nella quale la maggioranza chiede al governo di attuare misure per il rilancio dell’economia e dell’occupazione compresa la soppressione dell’Imu sulla prima casa. La richiesta prevede anche la compensazione dei trasferimenti ai Comuni per sopperire al mancato pagamento dell'Imu e il reperimento delle risorse sia per il 2013 sia per restituire quanto pagato per la prima casa nel 2012. Questo dovrebbe rassicurare i ministri europei e comunque ci penserà Saccomanni a ribadire che non ci saranno sforamenti per il deficit del tetto del 3% del pil. Il governo si è preso un’altra settimana di tempo per mettere a punto il decreto sul rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e sulla sospensione della rata dell’Imu di giugno. Il varo dovrebbe arrivare dopo l’Ecofin. La Commissione europea non allenta il pressing sulle coperture e ha già fatto sapere che si aspetta entro la metà del mese che il governo italiano presenti il programma di stabilità aggiornato con le compensazioni dell’abolizione dell’Imu e del rinvio dell’aumento del’Iva. È probabile che il ministro Saccomanni arrivi all’Ecofin con il decreto in tasca, per avere il via libera prima di sottoporlo al Consiglio dei ministri. In questo momento a Bruxelles c’è un attegiamento positivo verso l’Italia che ha fatto i compiti a casa meglio di Francia e Spagna. Questo giudizio positivo sarà confermato il 29 maggio quando per l’Italia dovrebbe essere certificata l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Il che significa poter sottrarre una parte di spesa pubblica produttiva ai vincoli di Maastricht e utilizzarla per il mercato del lavoro. Il governo quindi deve muoversi con molta cautela per non compromettere i risultati raggiunti. Bruxelles si aspetta che l’Italia chiarisca come verrà coperta la sospensione dell’Imu e l’intervento sull’Iva. Saccomanni ha già detto che a breve sarà presentato l’aggiornamento del Def con saldi e coperture. Si tratta di una manovrina da circa 6 miliardi. La sospensione dell’Imu e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga pesano per circa 4 miliardi. Questa cifra dipende molto da come si deciderà di intervenire sull’Imu, se con un colpo di spugna su tutte le abitazioni principali o intervenendo sulle detrazioni o applicando il modello-Alemanno (via l’imposta per redditi sotto i 15 mila euro annui). Si arriva a 6-8 miliardi con il rinvio dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22% fissato per luglio, la sistemazione dei precari della pubblica amministrazione (14 mila persone che dovrebbero uscire in massa a scadenza del contratto) e il rifinanziamento delle missioni di pace. Le misure sull’occupazione inizialmente dovrebbero essere a costo zero perché si tratta di intervenire sulla burocrazia con semplificazioni per i contratti di apprendistato e i contratti a tempo determinato. Onerose invece le agevolazioni fiscali alle imprese per le assunzioni di giovani. Ma questa potrebbe essere una tappa successiva; magari dopo l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo utilizzando i finanziamenti europei. La prima tappa, quella che sarà affrontata con il decreto, riguarda la sospensione della rata di giugno dell’Imu sulla prima casa e la cig in deroga. Gli altri temi saranno affrontati in un secondo momento. Ma di tutti, il governo dovrà dar di conto all’Europa che ci tiene sotto tiro anche se c’è una maggiore disponibilità verso misure favorevoli alla crescita. Intanto il presidente dell’Ocse dice che l’Italia deve andare avanti con le riforme e che più che tagliare l'Imu, la priorità è tagliare le tasse sul lavoro. «Bisogna guardare quello che sta succedendo in tutto il mondo - dice Gurria - Tutti stanno riducendo le tasse sull'occupazione».

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