Politica

Allerta del Viminale per gli effetti della crisi sull’ordine pubblico

È necessario «tenere alto il livello di attenzione anche per i riflessi sotto il profilo dell’ordine pubblico». Un allarme abbastanza simile a quello lanciato lunedì dal governatore della Bce Mario...

È necessario «tenere alto il livello di attenzione anche per i riflessi sotto il profilo dell’ordine pubblico». Un allarme abbastanza simile a quello lanciato lunedì dal governatore della Bce Mario Draghi («i livelli della disoccupazione rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive») E che il Viminale rilancia al termine dell’incontro del Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato, per la prima volta dal suo insediamento, dal ministro dell’Intero Angelino Alfano. Un incontro al quale, oltre al titolare del dicastero, hanno partecipato il premier Enrico Letta, il viceministro Filippo Bubbico e i vertici nazionali delle forze di polizia e dei servizi di intelligence. Secondo il ministero il Comitato «ha svolto un’ampia e approfondita analisi sullo stato della sicurezza nel Paese, con particolare riguardo alle situazioni di criticità sociale connesse all’attuale congiuntura economica». Ma la comunicazione che viene subito corretta da Bubbico. «Non è corretto parlare di allarme - sottolinea il viceministro -, non c’è nessuna situazione di allarme, ma un’ordinaria operazione di monitoraggio. Assistiamo a fenomeni isolati che devono richiedere la massima attenzione di tutte le strutture. I segnali sono quelli di una grande crisi economica e sociale che si trascina da troppo tempo, una recessione che permane. Letta ha voluto aprire un dialogo con i partner europei perché con l’austerità si recede come notano tutti gli osservatori. Bisogna creare lavoro per ridare fiducia alle imprese». E lo stesso Alfano, intervistato in serata dal Tg1, cerca di tenere basso il livello della tensione: «La crisi e la povertà rappresentano un motore del disagio e un possibile suscitatore di violenza, ma la situazione dell’ordine pubblico è tranquilla. I punti di rischio sono ben presenti e quindi mi sento di rassicurare tutti». Il ministro affronta poi un altro tema all’ordine del giorno nel dibattito pubblico: quello del femminicidio. «Ne discuteremo nel prossimo Consiglio dei ministri - assicura -, anche sulla base della proposta del ministro Josefa Idem che ha parlato della costituzione di una task force». «Troveremo - prosegue - tutti i soldi che servono per difendere le donne. Non esiste un limite di spesa o un vincolo di bilancio che possa fermare un governo che vuole difendere le donne dalle aggressioni dei violenti. La legge contro gli atti persecutori approvata nella scorsa legislatura ha funzionato alla grande. Ci sono state migliaia di denunce. Se ci sarà da irrobustirla, lo faremo».

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