«La situazione è complicata. Dalle discussioni politiche di questi giorni sembra che l’unica questione sia quella dell’Imu. Ma ci sono anche altre priorità che questo governo non può ignorare, dala cassa integrazione in deroga, all’Iva, ale misure per rilanciare l’occupazione, agli esodati». Stefano Fassina, neo viceministro per l’Economia, non nasconde la difficoltà per il governo di coniugare il rispetto dei vincoli europei sul deficit con il rispetto dei punti del programma presentato dal premier Letta. Le priorità sono tante, i soldi pochi e il tempo stringe. Che intendete fare? «La tabella di marcia è questa: lunedì c’è la discussione generale sulla risoluzione parlamentare sul Def (il Documento di economia e finanza) e martedì la votazione. Nella risoluzione si chiederà al governo una nota di aggiornamento del Def che il ministro Saccomanni presenterà entro la fine del mese. Il governo conosce bene quelle che sono le linee guida che dobbiamo rispettare». Nella nota di aggiornamento si dirà come si intende procedere per l’Imu? «La nota di aggiornamento è un documento di finanza pubblica che affronta le variabili macroeconomiche. Il tema dell’Imu sarà affrontato da un decreto». Quando sarà emanato il decreto? «In tempi utili per dare certezze alle famiglie e trovare le compensazioni necessarie». Tra Imu, cig in deroga e Iva mancherebbero all’appello almeno 6 miliardi. Dove li trovate? «Ci stiamo lavorando». E l’ipotesi di un intervento della Cassa depositi e prestiti? «Stiamo valutando diverse opzioni, nessuna è esclusa anche se penso che non sia percorribile un intervento della Cassa depositi e prestiti». Per quale motivo? «Le risorse della Cdp verrebbero sottratte alla Tesoreria e quindi bisognerebbe emettere titoli di Stato. Questo significa aumentare il debito pubblico. Non si può». Quali altre priorità ci sono in agenda? «Servono diversi miliardi per cancellare l’aumento dell’Iva. Dobbiamo convertire il decreto sui rimborsi della pubblica amministrazione alle imprese per accelerare i tempi. Vanno risolti diversi problemi come la certificazione dei crediti e i tempi con cui le amministrazioni attivano le procedure. C’è la questione degli esodati e dei precari della pubblica amministrazione. È singolare che ci si continui a concentrare esclusivamente sull’Imu». Ma la sospensione della rata dell’Imu a giugno è nel programma di governo e il tema va risolto in fretta. Che direte ai Comuni? «Il Pd in campagna elettorale ha fatto la proposta di aumentare le detrazioni dell’Imu fino a 500 euro dicendo che questo avrebbe esonerato 3 quarti delle famiglie proprietarie di prime case. Non vorrei che per tagliare cento euro di Imu a una famiglia poi questa fosse costretta a pagare 200 euro di Iva e maggiori ticket sanitari». Finora non si è parlato di rincari di ticket sanitari. «Scatteranno da gennaio prossimo. Bisognerebbe evitare altri rincari della sanità. Insomma dico che invece di fare delle guerre di religione bisognerebbe trovare un compromesso. Peraltro il governo Letta è un governo di compromesso con forze che hanno sensibilità e programmi diversi. Bisogna trovare la sintesi per il bene del Paese». Il Pdl ha minacciato di staccare la spina al governo se non si affronterà il problema dell’Imu. Che farete? «Prima di tutto va dato seguito all’indicazione del premier con la sospensione della rata di giugno. Poi avvieremo un lavoro tecnico per un intervento sistematico sulla finanza pubblica e in quell’ambito si troveranno soluzioni possibili».
«La casa non è l’unica priorità Ci sono anche i ticket sanitari»
L’intervista Il viceministro all’Economia Stefano Fassina: andrebbe evitato l’aumento di alcune prestazioni mediche
