di Benedetto Ippolito La lunga crisi italiana è giunta al capolinea. Dopo il giuramento dei sottosegretari, il Governo Letta potrà finalmente entrare domani nella piena operatività. E probabilmente comincerà così un periodo di relativa stabilità. Dico probabilmente, usando il condizionale, perché non sono mancate già moltissime polemiche, esplose in un modo o nell'altro su questo o quel ministro, su questo o quel sottosegretario. Il caso più clamoroso ha coinvolto la deputata del Pdl Michaela Biancofiore. La neo sottosegretaria era stata chiamata nel nuovo esecutivo con le deleghe sulle pari opportunità e lo sport. A causa, però, di una feroce disputa sollevata contro di lei per delle sue dichiarazioni sui giornali, Enrico Letta ha deciso all'ultimo di indirizzarla alla pubblica amministrazione e semplificazione. La spiegazione ufficiale è stata garantire la sobrietà e specialmente il rispetto reciproco tra i membri che compongono un governo per definizione eterogeneo. La ragione vera è, invece, che una parte consistente della maggioranza politica, quella che si riferisce ai laici del Pd, ha mal tollerato le dichiarazioni della Biancofiore contro i matrimoni gay e l'equiparazione delle coppie di fatto alla famiglia naturale. Diciamo subito che le disapprovazioni, mosse apertamente dalle associazioni gay, non paiono convincenti. La deputata ha spiegato, in effetti, di non essere omofoba, ma di pensare alla famiglia come a un'unione diversa e superiore alle altre. E che "per una volta sarebbe opportuno che anche i gay non si auto ghettizzassero, sprecando parole per offendere chi non conoscono e magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore". Insomma, è giusto punire in modo perentorio e assoluto qualsiasi tipo d'infamia razziale o di genere, ma non pensando che l'essere gay sia di per sé un privilegio. Quando si discute di temi come la famiglia, oltretutto, bisogna stare attentissimi a non mescolare le acque, stabilendo contrapposizioni ideologiche fuorvianti su diritti differenti che hanno diversa rilevanza per i doveri sociali che assumono. Credo, d'altronde, che sia veramente difficile negare il contributo eroico che le "famiglie normali" offrono alla società. Nonostante, appunto, la politica non abbia mai aiutato quanto la Costituzione riconosce in modo specifico come famiglia, sui coniugi cadono tutti gli oneri economici e sociali della collettività. La famiglia, per di più, è il luogo in cui nasce e si costruisce la vita morale dei giovani, ed è il luogo dove sono curati e assistiti gli anziani. Non è possibile perciò livellarne la funzione sociale alle coppie gay, costituite da persone che decidono liberamente e legittimamente di unirsi, senza avere nondimeno la possibilità naturale di procreare. Da questo punto di vista, anche a costo di dire qualcosa di scomodo, bisogna avere il coraggio di difendere una politica e una persona credente che dice con forza quello che pensa, essendo esattamente ciò su cui si regge la nostra civiltà e che la maggior parte dei cittadini italiani condivide a pieno. La famiglia è un rapporto stabile tra un uomo e una donna, all'interno del quale si produce biologicamente nuova vita. È, quindi, il diritto primo dei nascituri ad avere un padre e una madre ad impedire alle coppie omosessuali di essere famiglia e adottare figli, non la cattiveria della Biancofiore. Tale permesso produce, difatti, una disuguaglianza forzosa tra chi ha un padre e una madre per natura e chi non li ha per legge. E due gay, sebbene abbiano perfettamente diritto alla certificazione civile del loro rapporto, non possono derubricare i doveri che padri e madri hanno verso i figli e annullare il diritto nativo di ogni persona ad avere un padre e una madre certi e garantiti. L'accusa alla Biancofiore è, pertanto, ipocrita e retorica, perché accusa qualcuno di sostenere quanto la Costituzione asserisce e quanto la dottrina sociale della Chiesa insegna da sempre. Forse il presidente del Consiglio avrebbe dovuto avere un po' più di coraggio e non accettare, in questo caso, che un'opinione di buon senso fosse sconfessata da un equilibrio bipartisan che sa molto di relativismo etico. Anche perché per un cattolico l'etica vale più di una piccola polemica di palazzo.
Cattolicissima Biancofiore
di Benedetto Ippolito...