Alla fine la testa di Michaela Biancofiore è caduta. Dopo le polemiche sulla presunta omofobia dell’esponente Pdl e l’intervista rilasciata a La Repubblica , il presidente del Consiglio Enrico Letta ha deciso di revocarle la delega alle Pari Opportunità. È durata meno di quarantotto ore l’esperienza della Biancofiore come sottosegretario per le Pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili. La deputata non resterà comunque fuori dalla squadra di governo: il premier le ha assegnato il ruolo di sottosegretario per la Pubblica amministrazione e la semplificazione. Con il cambio di deleghe alla Biancofiore viene concessa un’ultima chance. A pregiudicare la posizione dell’esponente del Pdl, come detto, sono state le parole da lei pronunciate nell’intervista concessa ieri al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. I contenuti delle dichiarazioni del sottosegretario sono stati letti a Palazzo Chigi con stupore e considerati, in maniera evidente, una violazione di quella sorta di patto che il premier Enrico Letta aveva chiesto appena venerdì di sottoscrivere ai sottosegretari con l’invito alla sobrietà, anche nelle parole, e a considerarsi parte di un progetto comune senza alcuna faziosità. Per questi motivi la decisione di cambiare le deleghe alla Biancofiore considerando, però, questa decisione come un’ultima chance concessa al sottosegretario. La diretta interessata ribadisce di essere stata oggetto di «discriminazioni preventive ingiustificate», ma ripete di non avere pregiudizi sull’omosessualità: «l’amore è amore, sempre». Inutile la disponibilità, manifestata in un’intervista a Il Messaggero in cui Michaela Biancofiore si diceva pronta a «incontrare le associazioni» gay «quando vogliono», e anche a avere collaboratori gay. «Nei miei confronti è stata messa in atto una discriminazione preventiva e ingiustificata, fondata su presunte dichiarazioni prese fuori contesto e malamente estrapolate. Di certo non mi farò intimidire e mi occuperò di lotta contro tutte le discriminazioni», sottolinea, pur ribadendo di essere «contraria alle nozze gay», anche se si adeguerebbe nel caso in cui il governo decidesse di consentirle. «Sono dispiaciuta - prosegue - per i problemi di sessualità che affrontano i non eterosessuali. Chiunque abbia un amico gay conosce la sofferenza di quando ti fanno giocare a soldatini, da piccolo, o con le pistole. Ma non ho mai offeso nessuno. L’amore è amore, sempre». Parole, come detto, che non sono servite a confermarla alle Pari opportunità. A Palazzo Chigi l’intervista a La Repubblica («Il problema non sono io. I gay si ghettizzano da soli e difendono interessi di parte», il titolo) proprio non è stata mandata giù. Fonti vicine al Pdl assicurano comunque che il cambio della delega al sottosegretario Biancofiore è un atto del presidente del Consiglio che non ha e non avrà alcuna ripercussione sul governo. Dirigenti del Pdl sottolineanco inoltrre che Michela Biancofiore continua a godere della massima fiducia e stima da parte del partito e del suo segretario. A stemperare la tensione ci pensa Gianfranco Miccichè. «Mi è stato appena comunicato dal ministro D’Alia che alla Pubblica amministrazione avremo come sottosegretario anche la collega Biancofiore - dice il sottosegretario siciliano - Ovviamente sarà un piacere lavorare con lei. Tra l’altro, non credo proprio che sia omofoba e bisogna stare molto attenti a non prendere decisioni drastiche ogni volta che c’è una polemica, perché spesso le polemiche nascono su fatti non veri». «Con il ministro D’Alia non avevamo ancora stabilito quali deleghe mi sarebbero state attribuite - conclude ancora Miccichè - Ora naturalmente ne discuteremo anche con la Biancofiore, ma sono sicuro che non ci saranno assolutamente problemi». L’opposizione però attacca. «Almeno la decenza è salva - scrive su Twitter il leader di Sel Nichi Vendola - Come in passato, ha dato prova sulla stampa dei suoi pregiudizi e del suo disprezzo sul tema dei diritti delle persone». Plaudono alla decisione del premier di ritirare alla Biancofiore le deleghe alle Pari opportunità anche le associazioni omosessuali e i rispettivi leader: Fabrizio Marrazzo (Gay Center), Aurelio Mancuso (Equality Italia) e Franco Grillini (Gaynet Italia).
Bufera su Biancofiore Cambiate le deleghe
Il sottosegretario scivola sull’omosessualità Letta la sposta alla Pubblica amministrazione
