L’allarme lanciato due giorni fa dai parlamentari 5 Stelle, attaccati dagli hacker che hanno violato le caselle di posta elettronica di una trentina di deputati e senatori del MoVimento, viene raccolto dal Pdl. Intervengono Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, che chiedono di applicare le norme già previste per reati di questo tipo. «Ora c’è un problema riguardante internet e la Rete che è diventato un importante elemento di comunicazione. Il problema non riguarda tanto la legislazione che già c’è, ma la sua applicazione e altre valutazioni politiche di fondo», spiega Cicchitto, che aggiunge: «Sulla Rete leggiamo cose giuste, ragionevoli o anche provocatorie ma degne come tali di considerazione; e invece anche autentiche idiozie, mascalzonate, addirittura provocatorie sollecitazioni alla violenza. Ora, se non si apre una battaglia politica contro gli idioti, i mascalzoni, i fanatici che scrivono sulla Rete e agitano gli animi, andremo in contro a seri rischi. Va condotta un’aperta battaglia politica senza alcun complesso di inferiorità, mentre per ciò che riguarda le leggi, ci sembra che il problema sia quello di rispettare e realizzare quelle già esistenti». La stessa richiesta, curiosamente, è stata avanzata ieri da Beppe Grillo, che ha invitato i presidenti di Camera e Senato a non ipotizzare nuove norme per limitare la libertà del web. Interviene anche il vicepresidente del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri: «È giusto non sottovalutare le campagne di odio e di minacce sul web. Vanno contrastate con decisione usando le leggi e le tecniche che ci sono». Poi aggiunge: «La Boldrini ha ragione a indignarsi ma scopre un problema grande solo ora che ne diventa vittima». Intanto sul blog un comunicato del MoVimento 5 Stelle torna sul caso hackeraggio. «C’è una giovane donna che per giorni è stata pubblicamente violentata. La sua vita privata data in pasto ai giornalisti, che si son dovuti tenere il prurito nelle mani per non violare la legge sulla privacy. Ma non solo: data in pasto a qualsiasi sfaccendato, che ha potuto comodamente trascorrere un pomeriggio sezionando, giudicando e ficcanasando l’esistenza intera del deputato Giulia Sarti. Del resto, bastava digitare un indirizzo e scaricare oltre un gigabyte di mail, per il gusto dei pervertiti dei fatti altrui. E da oggi Giulia non è più sola: nel secondo giro dei sedicenti "hacker del Pd", nel mirino sono finiti altri parlamentari del MoVimento 5 Stelle, Massimiliano Bernini, Stefano Vignaroli e Tancredi Turco». Il MoVimento si rivolge di nuovo a tutte le forze politiche di cui ha lamentato, nella conferenza stampa di due giorni fa, il disinteresse. «Ora, provate a fare un piccolo sforzo di immaginazione. Immaginate che tutto ciò fosse toccato, che so, a Daniela Santanché, a Rosi Bindi o alla giovane Giorgia Meloni. Alto si sarebbe levato l’urlo d’indignazione dell’intero emiciclo parlamentare, senza distinzioni. Le telecamere avrebbero inseguito magistrati che, con piglio fermo, si sarebbero affrettati a promettere giustizia. Intere trasmissioni sarebbero state dedicate a profondersi in sdegno per cotanto oltraggio. La polizia postale e le forze dell’ordine preposte avrebbero chiuso il caso in poche ore e il sito sarebbe stato oscurato nel giro di pochi minuti». Non è andata così questa volta, attaccano i 5 Stelle. «Torniamo ora alla realtà. Quello che accade al deputato Giulia è passato, sta passando, nell’indifferenza di tutti. Qualche doveroso messaggio di solidarietà dal Pd, dalla Boldrini, dal Quirinale, e null’altro. Ma il sito è ancora lì, a disposizione di chiunque voglia trascorrere una serata in allegria facendosi i fatti loro, di Giulia e dei suoi fratelli. C’è stato tanto tempo per intervenire, ma non è stato fatto niente». Cosa stanno facendo, domandano gli attivisti, la Polizia postale e la Procura di Roma? «E, ci si chiede, di nuovo: cosa invece avrebbero fatto se si fosse trattato di Santanchè, Bindi, Meloni?». Ce n’è anche per l’Espresso : «Un noto gruppo editoriale da due settimane pubblicizza i crimini contro Sarti e altri deputati. È lo stesso gruppo editoriale che ieri, di fronte allo scempio della vita di Giulia, pubblicava un "accorato" appello della Presidente Boldrini che si sente minacciata per le lettere anonime che riceve. Questa è solo l’ennesima prova, qualora ce ne fosse bisogno, delle discriminazioni fra un politico e un cittadino. C’è un potere, un sistema intero che ti protegge se sei un politico, e ti ignora lasciandoti in pasto ai lupi quando sei un cittadino. Persino se, come cittadino, siedi anche tu a Montecitorio».
Anche il Pdl contro gli hacker del M5S
Gasparri e Cicchitto condannano l’attacco: «Vanno applicate le leggi» Sul blog la denuncia del MoVimento: «C’è troppa indifferenza»
