È nato neanche da una settimana. Ma nonostante Enrico Letta sia andato in Europa a convincere i partner della Ue che l’Italia oggi ha un governo solido, nella maggioranza che lo sostiene la tensione è già alta. E la lite è sul primo dei provvedimenti di cui dovrebbe occuparsi l’esecutivo, l’abolizione dell’Imu. Tema scottante sul quale il Pdl non accetta di indietreggiare di un millimetro mentre Pd e Scelta Civica hanno già iniziato a fare marcia indietro. Chiedendo che l’imposta non sia abolita del tutto ma ne vengano esentate solo le fasce più deboli. Dando invece più spazio a provvedimenti sul lavoro e a incentivi per le aziende che assumono. Richiesta che il Popolo della Libertà non è disposto a prendere in discussione. Tanto che ha replicato con uno slogan minaccioso: «No Imu, no governo».«Si tratta di un patto che abbiamo sottoscritto insieme al Pd quando siamo andati al governo – spiega un parlamentare del Popolo della Libertà – adesso non possono iniziare a mettere in discussione gli accordi. Così il governo non va lontano». Quella del Partito Democratico è comunque più una tattica politica che una reale contrarietà. C’è la necessità di «smarcarsi» dal Pdl, di far vedere agli elettori che l’esecutivo non nasce appiattito sulle proposte del centrodestra, che anche il Pd ha voce in capitolo. Ma si tratta di un gioco che può logorare subito e in maniera pericolosa l’esecutivo appena varato. La «miccia» è stata innescata in mattinata proprio dall’ex premier Mario Monti: «Il tema dell'Imu è degno di considerazioni – ha commentato partecipando alla presentazione del rapporto dell’Ocse – ma non è degno della considerazione quasi esclusiva e morbosa del dibattito politico. È solo un aspetto del dibattito». Alle dichiarazioni degli esponenti di Scelta Civica e del Pd ieri sera ha replicato direttamente Berlusconi, in una intervista al Tg5, andata in onda proprio mentre nel centro di smistamento postale di via Cristina Belgioioso a Milano il personale intercettava una busta, indirizzata al Cavaliere, che conteneva oggetti simili a proiettili. La busta è stata infatti sottoposta a un esame con i raggi X. Al Tg5 il Cavaliere ha comunque ripetuto che sull’abolizione dell’imposta sugli immobili non c’è alcuna trattativa possibile. «Non è una fissazione ma un convincimento profondo sulla necessità di abolire questa imposta – ha reagito – Ed è una necessità che deriva dal fatto che questa imposta, fin dal giorno in cui fu varata, noi la denunciammo come sbagliata e ingiusta. Ingiusta perché colpisce un bene, la casa, che è qualcosa di sacro per gli italiani. Le famiglie hanno nella casa il pilastro su cui costruire la sicurezza del proprio futuro. E il fatto di avere colpito la casa ha portato ad una forte negatività, un fattore psicologico che induce subito una contrazione dei consumi e un blocco degli investimenti». «In termini semplici – è la conclusione di Berlusconi – perderemmo completamente la faccia e non credo che sia assolutamente il caso». Ma l’ex premier ha fatto anche capire che, se i patti saranno rispettati, non ha alcuna intenzione di far cadere il governo. Per questo ha deciso di annullare la manifestazione in piazza l’11 maggio a Brescia, trasformandola in una semplice conferenza stampa a sostegno del candidato sindaco del Pdl, Adriano Paroli, in vista delle prossime comunali. L'ordine arrivato da palazzo Grazioli è quello di tenere in questo momento un profilo il più basso possibile, adatto a un leader di un partito responsabile e «azionista di maggioranza» di un governo di larghe intese, benedetto dal Quirinale. Ancora una volta, dunque, Berlusconi avrebbe tenuto a freno i «falchi» del partito che gli chiedevano di far sentire la sua voce forte e chiara su Imu e gli altri cavalli di battaglia del programma elettorale del Pdl. «Non possiamo mica scendere in piazza contro un governo di cui facciamo parte a pieno titolo – spiegano alcuni parlamentari – vediamo prima se verranno mantenute le promesse fatte da Letta, a cominciare da quella sull'Imu e poi vediamo».
Una busta con proiettili a Berlusconi. E sull’Imu è ancora scontro
Pd e montiani vogliono l’abolizione solo per i ceti più deboli. Il Cav: «Va tolta a tutti»
