Monti si è talmente affezionato all’imposta sulla prima casa fatta pagare nel 2012 agli italiani, anticipando di un anno ed estendendo appunto alla prima abitazione l’Imu istituita -questo è vero- dall’ultimo governo del Cavaliere in sostituzione della vecchia Ici, che ieri ha un po’ dato politicamente di testa per difenderla. Sino a fare concorrenza alla vecchia sinistra classista, liquidando come "morbosa" la volontà del Pdl di vedere non "sospesa" la vicina rata di giugno, ma soppressa l’Imu sulla casa in cui abitiamo. Casa, ripeto, e non castello o villa e simili, che Berlusconi già escluse dall’esenzione dall’Ici tornando a Palazzo Chigi nel 2008. Se è "morbosa" la protezione della prima casa degli italiani da parte del Cavaliere, è quanto meno masochistica la difesa dell’attuale trattamento fiscale da parte di Monti e compagnia più o meno di giro. Masochistica perché il professore deve proprio a questa sua posizione, più ancora che alle strizzatine d’occhio a corrente alternata al Pd di Bersani e alle curiose coccole canine in tv, il suo flop elettorale di fine febbraio. E la rimonta, al contrario, di un Berlusconi cui egli ha dovuto riconoscere qualche sera fa, sempre in tv, di essersi confermato "il più bravo" di tutti. Dall’alto dei suoi redditi parlamentari, immobiliari e pensionistici Monti può pure considerare gratificante l’imposta sulla sua prima casa, e persino farne un paradigma europeo, ma dovrebbe decidersi ad ammettere di avere sbagliato i conti ricavando dall’Imu quasi quattro miliardi di euro più del previsto. Che è circa l’ammontare del tributo sulla prima casa: una ragione in più per farla finita, senza morbose -queste sì- impuntature.
L’impuntatura morbosa del prof
di Francesco DamatoMonti si è talmente affezionato all’imposta sulla prima casa fatta pagare nel 2012 agli italiani, anticipando di un anno ed estendendo appunto alla prima abitazione l’Imu...