Politica

Il senatore espulso: resto nel M5S

Mastrangeli scrive una lettera al presidente Grasso e a Grillo e ribadisce: «Illegittima la mia espulsione dal MoVimento»

È stato espulso dal MoVimento pochi giorni fa. Contro di lui si sono espressi i suoi colleghi parlamentari e poi, come prevede il «Codice di comportamento degli eletti 5 Stelle», gli iscritti al «non partito». Eppure il senatore Marino Mastrangeli, colpevole di aver partecipato a troppe trasmissioni televisive, non ci sta. Ieri ha scritto anche una lettera al presidente del Senato, affinché si opponga al suo trasferimento al gruppo Misto. «Mi è appena arrivata la notifica di una email in cui il capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato, Vito Crimi, comunica al presidente Pietro Grasso che io, dal 30 aprile, ho cessato di fare parte del Movimento Cinque Stelle - spiega Mastrangeli, che aggiunge – Lui può dire quel che vuole ma, per quanto mi riguarda, faccio ancora parte del Movimento Cinque Stelle e sono iscritto al gruppo del Senato a tutti gli effetti». Il senatore insiste: «Non ho mai violato il regolamento né partecipando a talk show né in alcun altro modo. Non solo: ho sempre votato in armonia con quella che era la linea del MoVimento. Si stanno accanendo contro di me perché Vito Crimi mi percepisce come una minaccia alla sua carriera». Mastrangeli si rivolge direttamente al presidente del Senato. Gli chiede «di impedire di essere illegittimamente e infondatamente espulso dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle». Precisa: «Il tentativo è illegittimo e infondato sia nel merito, (perché io non ho mai violato lo Statuto avendo io solo rilasciato normalissime interviste televisive) sia nella forma perché la stragrande maggioranza (101) dei deputati e dei senatori non ha mai chiesto la mia espulsione dal gruppo a cui orgogliosamente appartengo e solo il senatore Crimi e altri 61 parlamentari hanno chiesto ingiustamente la mia espulsione». Poi sottolinea: «Già a inizio legislatura è stata tentata un’altra mia ingiusta espulsione dal gruppo perché avevo dichiarato pubblicamente di aver votato il senatore Pietro Grasso come presidente del Senato». Mastrangeli chiede quindi proprio a Grasso «un colloquio personale urgente su questa vergogna che si sta perpetrando, indegna di uno Stato di diritto qual è la nostra Italia». Il senatore espulso dal «non partito» ha scritto anche una lettera al capo politico del MoVimento: «Caro Beppe Grillo, io ho il Movimento 5 Stelle nel sangue. E siccome non ho né rubato né mai tradito il Movimento 5 Stelle né ho mai violato il codice di comportamento dei parlamentari M5S (perché non ho mai partecipato a dei talk-show tv e ho solo rilasciato delle normali interviste giornalistico-televisive), io rimarrò per sempre nel gruppo parlamentare del M5S di cui faccio orgogliosamente parte». Probabilmente non sarà stato apprezzato dal comico genovese che Mastrangeli abbia ripetuto queste frasi proprio in una trasmissione tv, «Shampoo», all’interno di Tgcom24. Poi sulla questione che sta tenendo banco tra i 5 Stelle, ossia quale sia lo stipendio da stabilire per tutti i parlamentari del MoVimento, Mastrangeli propone: «Bisogna rendicontare quello che si è speso e non restituire lo stipendio da parlamentare. Non c’è scritto nel codice di comportamento del Movimento 5 Stelle. Da restituire sono solo i 2.500 euro dell’indennità». Anche quest’ultima annotazione il senatore l’ha fatta a «Pomeriggio 5», la trasmissione tv di Barbara D’Urso. Già da alcune settimane il caso Mastrangeli tiene banco tra i 5 Stelle. Non potrebbe essere altrimenti. Il MoVimento è nato e cresciuto sulla Rete, odia la televisione. Tollera soltanto quelle trasmissioni in cui gli attivisti possono spiegare i programmi e raccontare le proposte realizzate. Ha imposto, invece, ai suoi rappresentanti di «evitare i talk show», in cui si discute con gli esponenti dei partiti senza arrivare a niente di concreto. Non è un caso che proprio per aver partecipato a «Ballarò» sia stata cacciata dal MoVimento (allora senza votazione perché non c’era il «Codice di comportamento») la consigliera bolognese Federica Salsi.

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