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Draghi porta i tassi al record storico. Il denaro costa lo 0,5%

L’inflazione è ai minimi termini. Secondo Eurostat nella sua stima su aprile è scesa all’1,2%. E probabilmente calerà ancora considerato il movimento dei prezzi internazionali dei carburanti. Così...

L’inflazione è ai minimi termini. Secondo Eurostat nella sua stima su aprile è scesa all’1,2%. E probabilmente calerà ancora considerato il movimento dei prezzi internazionali dei carburanti. Così le contestazioni da parte dell’ala rigorista della Banca Centrale Europea sono state messa a tacere ed Eurotower ieri ha deciso tagliare il tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto al minimo storico dello 0,5%. L’Eurotower ha ridotto anche il tasso di rifinanziamento marginale, di mezzo punto all’1,00%, mentre ha mantenuto invariato quello sui depositi, allo zero. Una decisione presa a maggioranza ha confermato il presidente Mario Draghi. Denaro meno costosto dunque. Per ora solo alle banche. L’economia reale non ne trarrà giovamento solo nella misura in cui lo stimolo monetario si trasmetterà ai tassi applicati ai prestiti richiesti da imprese e famiglie. E non sarà facile. Un problema sentito anche dal presidente della Bce Mario Draghi che ha spiegato che«per assicurare la giusta trasmissione delle decisioni di politica monetaria» alle condizioni di finanziamento applicate a imprese e famiglie «è essenziale che si continui a ridurre la frammentazione dei mercati del credito e che si rafforzi, laddove necessario, la solidità delle banche». Un cammino che prosegue dall’estate scorso e che la Bce sta spingendo con il «miglioramento della situazione di funding (raccolta di mezzi finanziari ndr) delle banche, rafforzando la base domestica dei depositi nei paesi sotto stress e riducendo la dipendenza dai fondi dell’Eurosistema», come provato dai rimborsi della liquidità ricevuta con le aste Ltro decisi a tutt'oggi dal sistema bancario. Anche per questo la Bce ha deciso di prolungare fino alla metà del 2014 le aste con cui fornisce liquidità illimitata a scadenza trimestrale. Ulteriori progressi saranno possibili «se si procederà con l’unione bancaria». Nell'opinione del consiglio direttivo «il meccanismo unico di vigilanza e di risoluzione bancaria sono elementi di particolare importanza nella ricomposizione del sistema bancario e richiedono, quindi, una veloce attuazione». Niente di concreto per ora sulle difficoltà di credito per Pmi e famiglie in alcuni paesi dell’area. Draghi ha annunciato il varo di una task force con la Bei (Banca europea degli investimenti) per studiare possibili soluzioni sugli Abs, titoli con collaterale in prestiti a imprese che peraltro la Bce già accetta alle aste ma con forti sconti. La svolta favore del taglio (l’ultimo risaliva a dieci mesi fa) è giunta dalla congiuntura con l’economia dell’eurozona avviata al sesto trimestre consecutivo in recessione a inizio 2013 e una disoccupazione record al 12,1% in marzo. Secondo Draghi, la frammentazione dei mercati finanziari sta migliorando e la recessione sta interessando sempre di più paesi finora rimasti ai margini della tempesta e per questo il taglio «sarà efficace per tutti» e «più di quanto sarebbe successo solo qualche mese fa». Intanto, la Bce «resta pronta ad agire, se necessario» e dalla votazione emerge che qualcuno nel consiglio era a favore di un taglio più marcato. Draghi poi rilancia sulle riforme strutturali che, dice, devono accelerare: le migliori condizioni di mercato, non devono indurre i governi dei paesi più in difficoltà a tornare sui propri passi sul risanamento dei conti pubblici.

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