Politica

«Se avesse colpito un’auto blu avrei capito»

Parole shock di Andrea Cecconi del M5S L’intervista fa il giro d’Italia e scoppia la polemica

Mentre mezzo paese si stringe attorno ai familiari dei carabinieri feriti nella sparatoria di domenica, c’è chi distingue sui possibili obiettivi dei colpi di pistola. Ed esplode subito la polemica. «Avesse sparato a un’auto blu, avrei capito il senso o il significato. Sparare a un carabiniere è deprecabile, sparare a un politico è una cosa diversa»: queste le parole shock di Andrea Cecconi, onorevole del Movimento 5 Stelle, in un’intervista al Secolo XIX che fa subito il giro d’Italia. «Nulla può giustificare il ricorso alla violenza, nemmeno se c'è alle spalle il disagio sociale: dobbiamo essere molto netti nella distinzione», ha tuonato Fabrizio Cicchitto (Pdl), intervenendo in aula alla Camera in occasione del dibattito sull’informativa del ministro dell’Interno sulla sparatoria di domenica. «Un conto è questo episodio, altro conto sono le manifestazioni di dissenso anche davanti al Parlamento», tiene a sottolineare Cicchitto, che si dice «contrario a criminalizzare i movimenti di protesta. Ma questi movimenti devono fare una riflessione sul linguaggio e sul livello della contrapposizione perché la situazione è grave e le parole sono pietre, ma io distinguo nettamente il terreno della violenza da quello di chi manifesta dissenso». L’esponente del Pdl, tuttavia, «condanna» quanto viene scritto su Internet: «La più netta deplorazione su ciò che si legge sulla rete, perché chi scrive sulla rete non è che non è corresponsabile come lo è chi scrive su un giornale o parla alla tv e leggiamo cose assolutamente rivoltanti, e proprio chi vuole manifestare dissenso dovrebbe distinguersi da quanto viene scritto in rete. Poi bisogna anche riflettere sulla crisi della coesione sociale che sta provocando tensioni e disperazioni e la risposta non può essere solo di ordine pubblico, ma quella ascoltata dal governo ovvero avviare una politica economica e sociale che allenti le tensioni e ricostruisca la coesione e solidarietà sociale fermo rimanendo la dialettica tra le classi», ha concluso Cicchitto. Dice la sua anche la deputata del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni: «Noi del Movimento 5 Stelle vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle vittime di questo tragico evento e alle loro famiglie. Auguriamo loro una completa guarigione, mostrando la nostra gratitudine e riconoscenza a tutte le forze dell’ordine, sempre in prima linea per i cittadini». Parla anche Cristian Iannuzzi, il deputato grillino sotto accusa per non aver preso parte all’applauso dell’Aula di Montecitorio mentre il premier Enrico Letta ricordava i due carabinieri feriti nella sparatoria. «Siccome girano strane interpretazioni riguardo il mio comportamento in aula alla Camera dei deputati - ha sottolineato - ci tengo a precisare che, come ho già scritto in altro post su FB, esprimo piena solidarietà e vicinanza ai due carabinieri, colpiti dall’atto di folle violenza. Soffro però di un forte senso di avversione e disagio per i discorsi retorici e le chiamate al facile applauso, a cui troppo spesso assistiamo in aula». E ancora: «Per questo - spiega il parlamentare stellato - non parteciperò più a queste esibizioni di conformismo di facciata. Quello che penso, quello in cui credo, preferisco dimostrarlo con i fatti attraverso la mia attività politica parlamentare piuttosto che attraverso un applauso ed una standing ovation collettiva». Il senatore del M5S, Mario Michele Giarrusso, nell’aula di palazzo Madama, nel corso del dibattito sull'informativa del Governo relativa alla sparatoria ha aggiunto che «chi osa speculare sul sangue dei nostri fedeli servitori per fare bassa politica è un poveretto e in malafede. Chi ha osato speculare questa vicenda per attaccare il Movimento 5 Stelle l'ha fatto in palese malafede». E Maurizio Gasparri, senatore Pdl, sempre a palazzo Madama: «Non può essere più tollerata l’apologia di reato sulla rete, così come non può essere tollerato il comportamento di chi evoca marce, fucili e attese di politici sotto casa». E precisa Carlo Giovanardi a La Zanzara su Radio 24: «Il responsabile morale del clima che si è creato e della sparatoria è Grillo. Come negli anni del terrorismo, non si può dire che Calabresi l’hanno ucciso Cederna e altri ma, siccome questi signori avevano indicato Calabresi come bersaglio, hanno delle responsabilità morali. E anche Grillo, nel caso della sparatoria ai Carabinieri. Un cattivo maestro, sì».

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