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«Non è stato aiutato da nessuno. Ma attenzione a gesti emulativi»

La democrazia e l’ordine pubblico non sono in pericolo. L’altro giorno nel cuore della Capitale ha agito un uomo disperato e solo: questa la valutazione attuale sulla sparatoria l’altro giorno a...

La democrazia e l’ordine pubblico non sono in pericolo. L’altro giorno nel cuore della Capitale ha agito un uomo disperato e solo: questa la valutazione attuale sulla sparatoria l’altro giorno a piazza Colonna espressa dal ministro Alfano. Ma bisogna prestare attenzione a gesti emulativi. Luigi Preiti, l'attentatore che domenica scorsa ha ferito due carabinieri davanti a palazzo Chigi, non ha ricevuto «nessun aiuto» nell'attuazione del suo disegno. Lo ha ben chiarito il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nell'informativa a palazzo Madama. In quanto accaduto domenica «non si possono leggere - ha proseguito - i prodromi di focolai di piazza o di tensioni eversive in grado di compromettere la tenuta dell'ordine pubblico e della sicurezza che resta comunque salda». Per questo, ha sottolineato, «mi sento di rassicurare l'opinione pubblica», ma nel contempo «occorre tenere la guardia alta allo scopo di evitare gesti emulativi». Luigi Preiti, inoltre «non risulta coinvolto in contesti eversivi», «non ha precedenti penali» e «non è segnalato nella banca dati delle forze di polizia», ha confermato il ministro dell'Interno. Il profilo dell’uomo che ha ferito i due carabinieri si completa con una situazione di disagio economico. « Preiti - ha ricordato il ministro risulta disoccupato, con una situazione economica e familiare difficile e con possibili problemi di ludopatia. È in questo complesso vissuto che vanno verosimilmente ricercati i motivi di questo gesto sconsiderato, come sembrano confermare anche i genitori che hanno ribadito la condizione di disagio del figlio che mostrava segni di esasperata intolleranza nei confronti delle istituzioni e del mondo politico». E «in effetti - ha ribadito Alfano - in sede di interrogatorio ha confermato che sua intenzione era quella di compiere un'azione violenta contro un esponente politico per poi suicidarsi. Cosa che non sarebbe riuscito a fare essendo stato prontamente bloccato e disarmato». «Sono in corso ulteriori accertamenti - ha concluso il ministro - per quanto riguarda la provenienza dell'arma la cui matricola risulta abrasa».

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