Il premier Enrico Letta affronterà il dossier al suo ritorno dal tour europeo. Presumibilmente tra sabato e domenica. Il limite ultimo, come ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, è martedì. Perché la squadra di sottosegretari e viceministri che andrà a completare la struttura del governo, verrà definita prima dell’elezione dei presidenti della commissioni parlamentari che avverrà la prossima settimana. Fissati i paletti non resta che mettersi d’accordo sui nomi. Impresa tutt’altro che semplice visto che i sottoposti di governo serviranno per placare malumori, risarcire i delusi e blindare ancora di più l’esecutivo. Mettendolo al riparo da «vendette» trasversali. Per questo si starebbe pensando a una squadra snella, massimo 40 unità, in gran parte parlamentari eletti. Lo schema sembra essere quello di 15 poltrone al Pd, 15 al Pdl e 5 a Scelta civica. Più qualche tecnico. Da decidere se inserire o meno gli ex ministri che, però, potrebbero essere dirottati alle presidenze delle Commissioni. Silvio Berlusconi punterebbe ad almeno due viceministri pesanti come l’Economia (in campo ci sarebbero Luigi Casero e Daniele Capezzone) e lo Sviluppo economico (Simona Vicari e Raffaello Vignali). Mentre Paolo Romani preferirebbe la presidenza della commissione Trasporti del Senato Sempre per il Pdl sarebbero in ballo anche Anna Maria Bernini come viceministro, Jole Santelli, Enrico Costa (Giustizia). Per la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti si fa il nome di Francesco Nitto Palma. Ma per quest’ultimo, sensibilissimo, posto viene data come molto probabile la conferma di Gianni De Gennaro. Per quel che riguarda il Pd la girandola dei nomi è notevole. All’Interno si parla di Marco Minniti, Emanuele Fiano, Francesco Sanna (lettiano doc). Ai Rapporti con il Parlamento in molti spingerebbero per la conferma di Giampaolo D’Andrea, uscente con Monti e ex di Prodi. Al Lavoro di Stefano Fassina (coinvolto però nel totonomi per la reggenza Pd), Carlo Dell’Aringa (super tecnico), Alessia Mosca (lettiana) e Marianna Madia. Per l’Economia circolano i nomi ancora di Fassina, Giovanni Legnini, Guglielmo Epifani (anche lui con il dubbio del partito). Intricata la partita Riforme, che il Pd guarda con attenzione visto che il ministro è del Pdl (Gaetano Quagliariello): se Anna Finocchiaro dovesse avere una presidenza di commissione al Senato, il candidato naturale è Gianclaudio Bressa. Alle Comunicazioni si parla di Roberta Agostini e dell’ex deputato Giorgio Merlo. Agli Esteri viene dato per certo (con l'ok di Emma Bonino) Lapo Pistelli anche come vice ministro, poi si fa il nome di Federica Mogherini. Alla Difesa «tiene» Rosa Calipari.
La partita dei sottosegretari chiusa entro martedì
Il premier Enrico Letta affronterà il dossier al suo ritorno dal tour europeo. Presumibilmente tra sabato e domenica. Il limite ultimo, come ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento...
