di Massimiliano Lenzi La storia di Luigi Preiti ma soprattutto il suo gesto di domenica, con la sparatoria e il ferimento di due carabinieri e di una passante, a Roma, sulla soglia dei Palazzi del Potere, devono diventare un MEMENTO nazionale per il futuro: la casta è innocente. Dopo anni di pubblicistica nazionale, di vaffanculo ai privilegi della politica - che esistono, sono esistiti ed esisteranno sempre - alle auto blu ed alle diarie, è arrivato il momento di mettere un alt alla facilità di dividere il mondo in casta e anticasta. Perché il mondo è materia più complessa di un manicheismo incentrato sui rimborsi spese. Se gli italiani non trovano lavoro, se i giovani - uno su tre - sono disoccupati, se il sistema Paese arranca non è colpa delle indennità che prendono i parlamentari. Nel gioco delle parti i rancori di ruolo, con i bang, bang, bang di Piazza Colonna di due mattine fa, devono finire e lasciare spazio alla realtà. Questa ci rimanda i numeri di una crisi economica senza pari, globale e non soltanto nazionale, di forze produttive che si son spostate verso l'Asia ed i paesi emergenti. Se una colpa grave, imperdonabile, ha la casta ed hanno le élite italiane è quella di non essere state all'altezza della storia, di non aver capito dove sarebbe andato il mondo ed il suo progresso e non certo quello di aver cenato in un ristorante del centro. Luigi Preiti, in fondo, è una sorta di Lorenzaccio contemporaneo. Ricordate? Lorenzino di Pier Francesco De' Medici, (rammentato dai posteri come Lorenzaccio) che, con l'omicidio demotivato e senza movente di suo zio Alessandro, tentò di "sfregiare in faccia la storia". Beh, Preiti, ha tentato di sfregiare in faccia la casta. Sparando. Lo ha fatto nel gesto violento e già ieri obliava: "Che cosa ho fatto? Non potevo più mantenere mio figlio". Ma la casta, come la storia, è innocente. E nulla può fare la politica per combattere, dentro le singole biografie, il vizio del gioco d'azzardo o la perdita di motivazioni. Non è una Madre Teresa di Calcutta la politica ma deve occuparsi di governare. Di aiutare i cittadini in quanto collettività e non come singoli, neppure se individualmente falliscono. Quello, accudire i singoli, lo fanno i missionari ma siamo nella misericordia e non nella politica. Potrà apparire cinico ma da sempre i sistemi di governo democratici pensano ed agiscono in termini di interessi e di bene collettivo. Ieri Adriano Sofri, su Repubblica, ha scritto: "Insinuare che l'azione di Preiti sia il frutto di una particolare retorica politica - del Movimento 5 Stelle precisamente - è una siocchezza vergognosa". Giusto. Ma è stato, o no, in questi anni una sciocchezza l'unanimismo contro la casta (di cui tutti, forse, siamo un poco responsabili) che ha inscenato il perfetto colpevole di tutto ciò che non funzionava in Italia? E' una domanda a cui prima o poi il Paese, i suoi giornali, la sua opinione pubblica, dovranno rispondere. Un unanimismo giocato anche sull'invidia sociale, perché chi lavora tanto e guadagna poco invidierà sempre quelli (politici in primis) che guadagnano molto più di lui, magari sgobbando meno. In questo cortocircuito narrativo si è pasciuta, negli anni, la semplificazione che tagliati gli stipendi ai politici tutto sarebbe andato meglio. In questo facile racconto è volato il Grillo politico a cui, se togli la polemica contro la casta e i suoi privilegi, cosa resta per catturare il voto di un italiano su quattro? Vittorio Bertola, consigliere comunale del M5S a Torino, ha scritto che "il vero problema non è che qualcuno vada davanti a Palazzo Chigi e spari durante il giuramento del Governo. Il vero problema è che in questo momento, ne sono assolutamente certo, ci sono alcuni milioni di italiani che pensano: «peccato che non abbia fatto secco un ministro». Frase brutta e unanimista. È lo spirito dei tempi che vede la politica come casta e quindi come colpa. Ma l'unica colpa che si porta addosso la politica italiana - in questi anni - è il ridicolo di non aver saputo affrontare i cambiamenti epocali e non quello di aver mangiato al ristorante. Per questo il tragico atto di Preiti dovrebbe diventare per sempre un MEMENTO nazionale. Affinché non accada mai più.
La casta è innocente
di Massimiliano...