Politica

Da Ligabue ai Tiromancino, passando per la Bibbia

Nel suo discorso davanti alla Camera Enrico Letta non ha certo lesinato le citazioni. Dopotutto si sa, i contenuti sono importanti, ma una frase ad effetto può fare la differenza tra successo e...

Nel suo discorso davanti alla Camera Enrico Letta non ha certo lesinato le citazioni. Dopotutto si sa, i contenuti sono importanti, ma una frase ad effetto può fare la differenza tra successo e fallimento. Basta pensare al «giaguaro» bersaniano che, ancora oggi, tormenta i sogni dell’ex segretario del Pd. Così ieri Letta ha dato il meglio di sé. Alcune cose, come l’immagine di Helmut Kohl e Francois Mitterand che si tengono per mano nel cimitero di Verdun, facevano già parte del repertorio. Ma in campo musicale, terreno su cui i leader democratici si sono sempre distinti (dal veltroniano Jovanotti, al bersaniano Vasco Rossi, passando per il fassiniano Rino Gaetano), il neopremier ha rispolverato due autentiche chicce. La prima quando ha introdotto l’«altra grande risorsa» che il nostro Paese ha: «L’Italia stessa». Una «bellezza senza navigatore» l’ha definita Letta, saccheggiando «Buonanotte all’Italia», famoso pezzo del rocker emiliano Luciano Ligabue. Dal rock al pop con i Tiromancino e la loro «Due destini». Perché, ha spiegato il premier, le sorti dell’Italia sono correlate a quelle dell’Unione europea: «Due destini che si uniscono». Esaurito il repertorio musicale (da ricordare il libero adattamento di «Dio è morto» di Francesco Guccini durante l’ultimo faccia a faccia con il MoVimento 5 Stelle), Letta si è buttato sulla Bibbia. E ha chiuso il proprio discorso ricordando l’episodio biblico di Davide. «Come lui, ha spiegato - con lui, siamo nella valle di Elah, in attesa di affrontare Golia. Davide "prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia, prese in mano la fionda e si avvicinò a Golia"». «Noi - ha proseguito -, dal "torrente" delle idee sulle quali ci siamo confrontati abbiamo scelto i nostri "ciottoli", le nostre proposte di programma. La "fionda" l’abbiamo in mano, governo e Parlamento. Ma di Davide ci servono il coraggio e la fiducia».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.