Politica

La piazza della Casta

di Sarina Biraghi Siamo da sempre a Palazzo Wedekind di fianco a Palazzo Chigi. Siamo abituati a piazza Colonna transennata, alle forze dell’Ordine schierate per garantire la massima sicurezza, ai...

Siamo da sempre a Palazzo Wedekind di fianco a Palazzo Chigi. Siamo abituati a piazza Colonna transennata, alle forze dell’Ordine schierate per garantire la massima sicurezza, ai cori, alle urla e agli schiamazzi di chi protesta. Questa piazza è diventata il simbolo della Casta, della cattiva politica contro cui riversare tensione e odio perché «madre» di ogni disagio. Quella voglia di dare una spallata al sistema, quel richiamo a circondare i palazzi del potere e l’invito minaccioso ai politici di arrendersi, quella promessa di dare ad Al Qaeda le coordinate per colpire Montecitorio o Palazzo Madama sono state parole pronunciate da un comico eppure ieri non ci facevano ridere. Perché quei colpi contro due carabinieri sono stati sparati mentre i ministri del governo Letta giuravano la fedeltà alla Repubblica e il loro impegno esclusivo per l’interesse della nazione. Un tempismo sospetto che faceva correre la memoria agli Anni di Piombo, all’incubo terrorismo mai dimenticato. Il «gesto isolato», senza movente ideologico, tassello di una tensione in crescita esponenziale, non deve consolarci, perché ancor più imprevedibile. La disperazione non è un caricatore da esplodere contro i politici. È per questo che le parole dei politici, o presunti tali, non devono essere spari: vanno moderati i toni e rispettate le istituzioni e la democrazia. E date risposte, insieme alla speranza, a tutti gli italiani.

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