«Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione». È infuriato Beppe Grillo, tanto per cambiare. E si sfoga in un post pubblicato sul suo blog dal titolo "La notte della Repubblica": «L'offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l'elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. E ora, dopo l'osceno colloquio notturno, in cui Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell'insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai. Andranno all'opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare. Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano esclusi da qualsiasi rappresentanza e da ogni decisione». A squadra di governo annunciata da Enrico Letta, è il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alSenato, Vito Crimi, a commentare le scelte fatte: «Non sono tanto i nomi che possono fare la differenza anche perché, tranne qualcuno, girano tutti intorno alla vecchia politica - sottolinea Crimi - Non sono nomi che ci fanno cambiare opinione su come è nato questo Governo e sulle dinamiche. Per noi contano i fatti». E ancora: «Avevamo chiesto un segnale di discontinuità. La risposta è stata, in massima parte, la vecchia nomenklatura, responsabile della situazione attuale, dove trovano ampia rappresentanza uomini della Banca Centrale Europea (Saccomanni), uomini che non hanno voluto portare a termine l'incarico di tagliare i costi della politica (Giovannini), frequentatori di organizzazioni dove la trasparenza è concetto chimerico (Bonino), uomini formati alla Bocconi e stretti collaboratori del governo tecnico uscente». Poi la «puntura» finale di Grillo: «Con il governo Letta il terzo giorno è resuscitato Barabba». Chiaro il riferimento al botta è risposta dei giorni scorsi, quando l’ex comico aveva detto che 25 aprile era morto e Letta gli aveva risposto che il terzo giorno era risorto, citando la canzone di Guccini «Dio è morto».
Grillo continua a strillare Per avere qualche poltrona
Attacco «Ci considerano come cani in Chiesa» Il suo obiettivo: presidenze di Copasir e Vigilanza
