«La partita aperta». E finirà al ballottaggio. A giocarsela saranno lui e lo sfidante di centrosinistra, Ignazio Marino. Confortato dai sondaggi e dall’accordo raggiunto in extremis con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Fabio Rampelli, il sindaco uscente della Capitale Gianni Alemanno è sicuro di giocarsela fino alla fine. Un secondo mandato in Campidoglio non è affatto un miraggio. Ieri mattina Alemanno ha voluto partecipare direttamente alle operazioni di presentazione delle liste per le comunali (in programma il 26 e 27 maggio con eventuale secondo turno il 9 e 10 giugno), presentandosi «a sorpresa» di persona all’ufficio elettorale centrale di piazza Marconi, a Roma. «Non ho mai consegnato una lista ed ero curioso di vedere come funzionasse - ha spiegato Alemanno - Sono qui per gli atti di apparentamento. Dopo due anni che un certo tipo di stampa dice che non mi sarei candidato, adesso succede che sono di nuovo candidato. Quindi vorrei che molti organi di stampa chiedessero scusa. Adesso vediamo chi vince». La consapevolezza di potercela fare di nuovo non ha mai abbandonato Alemanno. E ora, a incoraggiare il sindaco, c’è anche l’accordo con Fratelli d’Italia, siglato in extremis dopo le primarie indette dal partito della Meloni per consultare la base e decidere con gli elettori se appoggiare il sindaco uscente o presentare un proprio candidato autonomo. L’accordo con FdI non è stato certo a buon mercato: il Pdl ha dovuto cedere la presidenza di tre Municipi: il IV (ex V) dov’è candidato Giovanni Ottaviano, il V (ex VI e VII accorpati) dove correrà Maurizio Politi e il VII (ex IX e X accorpati) per cui si batterà il candidato minisindaco Fulvio Giuliano. Il centro storico è stato invece dato a La Destra (Sergio Marchi), mentre l’ex XV a Francesco Smedile, ex Pd passato all’Udc e oggi in quota Luciano Ciocchetti. «Fratelli d’Italia scende in campo con Alemanno alle elezioni amministrative di Roma», annuncia il partito della Meloni con l’obiettivo di «ricoinvolgere, organizzare e far contare tutti coloro che aspiravano a una maggiore discontinuità rispetto alle esperienze di Rutelli prima e Veltroni poi: Roma Cambia era lo slogan con cui nel 2008 ci siamo presentati agli elettori. Quel cambiamento deve essere coronato fino in fondo, definendo la nostra idea di città per i prossimi 5 anni, velocizzando le decisioni, sburocratizzando le procedure e premiando quei dirigenti capitolini che riescono a coniugare legalità con modernità, liberando le energie delle categorie produttive e lasciandole svilupparsi autonomamente, senza alcun dirigismo, investendo energie e risorse sulla sostenibilità ambientale, sulla sostituzione edilizia, sui rifiuti zero, chiudendo senza se e senza ma la discarica di Malagrotta». Alla fine il centrodestra è riuscito così a tenere compatto il proprio campo - da La Destra fino ai moderati di Ciocchetti - ed è pronto a giocarsela. «I sondaggi parlano di una partita aperta con un probabile ballottaggio tra me e il candidato centrosinistra Marino. Vediamo cosa succede», ha spiegato Alemanno che ha detto di augurarsi «una campagna elettorale senza veleni e senza insulti, parlando di cose concrete». Contro il sindaco uscente si candideranno 21 sfidanti. «Cercherò di dissuaderli» ha scherzato Alemanno, aggiungendo: «Vedete quanti capelli bianchi ho? Non fatelo, lasciate stare...».
Alemanno prepara il bis in Campidoglio
RomaIl sindaco incassa l’appoggio di Fratelli d’Italia e ricompatta il fronte del centrodestra «Ho 21 sfidanti? Vedete quanti capelli bianchi mi sono venuti a stare qua? Lasciate stare...»
