Politica

Governo: concluso vertice Letta-Berlusconi

Con il Cavaliere sono giunti alla Camera Angelino Alfano e Gianni LettaConfronto di due ore e mezzo sulla scelta dei ministri e sui programmi

Ore frenetiche per la composizione del Governo del presidente incaricato Enrico Letta, diviso tra quanti spingono per un governo dei 40enni e quanti preferibbero vedere nella squadra i «big» della politica, in testa Brunetta, Monti, D’Alema e lo stesso Amato. Nella prime ore di questa mattina appariva praticamente certo uno slittamento della presentazione del nuovo Esecutivo, per un cronogramma che a questo punto prevederebbe la «fumata bianca» in serata e il voto alle Camere tra lunedì o, al massimo, martedì mattina. Mettere le basi per la convivenza tra centrodestra e centrosinistra non sembra agevole ma certo emerge il dato di un Berlusconi che spinge per chiudere già in giornata dando l’impressione forte di non frapporre ostacoli insormontabili, a certe condizioni, sui nomi. E la condizione più importante è, appunto, quella di appoggiare un governo che sia di profilo «politico» in cui il Pdl abbia un’equa rapprasentanza. Dopo aver incassato la piena apertura di Letta sui punti programmatici ritenuti irrinunciabili dal Pdl, in testa abolizione dell’Imu e restituzione delle somme versate nel 2012, il Cavaliere ha sostenuto con forza una candidatura di Brunetta, ma poi, nel pomeriggio di ieri, di fronte all’ipotesi di D’Alema ministro, ha tirato fuori, per l’Economia, il proprio nome per l’Economia. «Se c’è D’Alema nel Governo - aveva dichiarato Berlusconi - allora devo esserci anch’io». Il Cavaliere veste sempre più i panni del vero vincitore delle elezioni dopo il «caos Bersani» e, anche alla luce dei mal di pancia che continuano ad albergare nello schieramento del Pd (vedi il caso Civati e di circa una ventina di parlamentari Pd, che potrebbero non votare la fiducia a Letta), detta regole chiare per l’accordo. E allora rischia di slittare lo scioglimento della riserva e il giuramento del premier, che nell'entourage di Letta si ipotizzava per oggi. Le Camere sarebbero pronte a votare la fiducia tra lunedì e martedì. La cronaca di ieri. Il «braccio di ferro» è emerso nel pomeriggio. Materia del contendere, i nomi di 'big' del calibro del Professore e del democratico Massimo D'Alema. Se Letta intende affidare loro ministeri 'pesanti', fa muro il Pdl, allora anche agli 'azzurri' deve essere data una uguale rappresentanza nel governo. Magari affidando a Silvio Berlusconi la responsabilità dell'Economia, anche perché possa mantenere promesse come quella dell'abolizione e restituzione dell'Imu. Quando alle 20 il segretario Pdl Angelino Alfano giunge alla Camera per incontrare Letta, presente anche Gianni Letta, è ancora stallo. Monti, in un'intervista tv, auspica che "i leader e i senior" facciano un passo indietro e non entrino nel governo, anche "per rafforzarne il vigore". Ad ogni modo, riferiscono fonti dei partiti che stanno partecipando alla trattativa, ci sarebbe forte determinazione a trovare un accordo, secondo l'auspicio dello stesso capo dello Stato. Se la nascita dell'esecutivo fosse bloccata dai veti reciproci, raccontano le stesse fonti, Napolitano sarebbe pronto anche a consentire al premier incaricato di presentarsi comunque alle Camere per la fiducia con una lista di nomi bipartisan di alto profilo, su cui venga chiamato a pronunciarsi e assumersi le sue responsabilità il Parlamento.

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