Politica

Vendola oltre ogni limite: no al governo con i fascisti

Parole in libertà Il leader di Sel per attaccare Berlusconi cita il Cln: lì c’erano tutti tranne chi era stato con Mussolini

Ma, per il momento, l’unica ragione che Vendola sente è quella di contestare un esecutivo in cui il Pd si allea con il Pdl. «Abbiamo fatto presente a Letta che per noi le larghe intese sono la risposta sbagliata alla domanda di cambiamento - ha spiegato ai giornalisti dopo l’incontro con il premier incaricato – Ma qualunque governo dovesse nascere ha il dovere nel giro di poche ore di dare una risposta certa a chi attende una notizia buona: il rifinanziamento della Cig e conclusione dell'emergenza esodati». «Abbiamo indicato al presidente incaricato le priorità - ha aggiunto Vendola - che sono la crisi sociale, la condizione drammatica della scuola pubblica e la necessità di rinegoziare le politiche europee di austerità. Abbiamo chiesto la riforma della politica, l'abolizione dei rimborsi elettorali e del Porcellum». Non è mancato un attacco anche al Pd: «L'operazione del governo di larghe intese è il contrario del patto per Italia bene comune. Abbiamo da poco festeggiato la vittoria in Friuli e speriamo tra qualche settimana di festeggiare a Roma. Siamo disponibili a costruire un soggetto di sinistra che sfidi la destra sul tema del governo, ma non vogliamo essere la zattera che raccoglie i fuggiaschi del Pd, ma un soggetto in grado di dialogare».

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