Politica

Letta scioglierà la riserva domani

Il presidente del Consiglio incaricato si è recato al Quirinale e a Palazzo ChigiPotrebbe giurare già domani nelle mani del Capo dello Stato e lunedì presentarsi alle Camere

Enrico Letta dovrebbe sciogliere la riserva domani e dunque potrebbe giurare già domani nelle mani del Capo dello Stato. E' quanto si apprende dall'entourage del presidente del consiglio incaricato. Domenica, così potrebbe essere dedicata alla redazione del discorso da presentare alle Camere per la fiducia. Il presidente del Consiglio incaricato, che stamane ha incontrato il Capo dello Stato per riferire dell'andamento delle consultazioni di ieri, ha poi avuto un colloquio con Mario Monti, a palazzo Chigi per parlare di programma e architettura del governo. Oggi pomeriggio il presidente incaricato proseguirà i suoi contatti, soprattutto telefonici; non è scontato che ci possa essere un incontro con Silvio Berlusconi, ma i contatti sono in corso. La giornata di oggi servirà poi anche per limare il programma e impostare il discorso alle camere, che dovrebbe vertere sui tre punti già indicati ieri: uscita dalla crisi economica, riforma della politica ed Europa. Intanto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi ha riferito di essere stato «lungamente al telefono con i miei, mi hanno detto che le cose procedono bene e che non si è parlato di ministeri e di nomi ma delle cose da fare. Da parte del presidente incaricato c’è stato un atteggiamento molto positivo e sono venuti via da questo incontro, che è durato quasi due ore, molto confortati. Non mi è parso che ci fossero problemi veri - ha aggiunto -. Certamente non possiamo pretendere un accordo al 100%, però li ho sentiti molto confortati e anche Brunetta era assolutamente convinto del buon esito dell’incontro. Ho sentito che da parte del presidente della Repubblica c’è l’indicazione di membri del governo di nuova generazione con una notevole presenza di donne. Questo esclude il sottoscritto, che però non ha mai avuto la voglia di entrare lì. Se mi avessero chiamato a un impegno, dato che ho preparato io il programma della campagna elettorale, se ci fosse stato bisogno di me sarei stato a disposizione. Ma preferisco così».

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