Politica

Grasso contestato a Marzabotto

Contestazione per Pietro Grasso a Marzabotto, dove il presidente del Senato si è recato ieri per l’anniversario della Liberazione. Quando Grasso ha iniziato il suo discorso è partito qualche fischio,...

Contestazione per Pietro Grasso a Marzabotto, dove il presidente del Senato si è recato ieri per l’anniversario della Liberazione. Quando Grasso ha iniziato il suo discorso è partito qualche fischio, che lo ha interrotto anche successivamente, come mostrato dalle riprese televisive. Un gruppo di "giovani comunisti" ha fischiato Pietro Grasso srotolando uno striscione con la scritta: «Il primo maggio è dei lavoratori, via Unindustria da piazza Maggiore», riferendosi alla presenza degli industriali su invito dei sindacato per la festa de lavoro. Grasso ha prima cercato di smorzare la polemica poi ha accusato i contestatori: «In un momento in cui dobbiamo tutti adoperarci per rilanciare il paese, è sbagliato continuare a dividersi». Il presidente del Senato, che per l’occasione indossava una sciarpa rossa al colo, ha volutamente interrotto il suo discorso per rivolgersi ai contestatori. Interrotto il suo discorso ha voluto rispondere alle contestazioni. «È bello che ci sia questa difformità di vedute, che ci sia una dialettica, ma su questo dobbiamo costruire qualcosa. Nel giorno in cui si celebra la Liberazione non è possibile continuare a dividersi». Queste parole sono state accolte da un forte applauso di gran parte dei presenti. «Per noi è molto importante mantenere la memoria che deve servire a costruire un futuro, in un paese che ha bisogno di memoria, di coesione sociale e di concordia, su cui costruire una nuova pace sociale», aveva sottolineato Grasso nel suo intervento per celebrare l'anniversario del 25 Aprile a Marzabotto, nei luoghi degli eccidi che nel '44 causarono circa mille morti. Alla manifestazione organizzata in cima a Monte Sole erano presenti anche la segretaria della Cgil, Susanna Camusso e Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi. Proprio con lei il presidente Grasso si è soffermato qualche minuto, dedicandole parole di solidarietà. La giornata di Grasso era cominciata insieme al presidente Napolitano e alla presidente della Camera Boldrini a Roma, davanti all’altare della Patria, per poi spostarsi al museo della Liberazione di via Tasso dove ha partecipato alle manifestazioni per la Liberazione e cantando «Bella ciao» insieme a un coro di bambini. E durante la sua visita a Marzabotto il presidente del Senato ha preferito non giudicare le parole di Beppe Grillo che ha definito «morto il 25 Aprile con l'elezione di Enrico Letta». «Ognuno ha un suo modo per catturare il consenso - ha tagliato corto il presidente del Senato - ma penso che più che catturare il consenso bisognerebbe pensare alle persone che in questo momento soffrono, ai problemi di tutti i cittadini. In questo momento così difficile per l'Italia ci sarebbe bisogno di una nuova costituente». Un impegno alla ricostruzione del Paese, attraverso mille difficoltà, ma su una strada che si può percorrere.

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