Squadra di governo ma non solo. Il nodo dell’Imu è al centro delle consultazioni di Enrico Letta, vero punto nevralgico per la formazione del governo. Con il Pdl che spinge per inserire nel programma i suoi otto punti programmatici, sul tavolo di Letta pesa come un macigno la promessa di cancellare l’imposta sulla prima casa. Una questione entrata in tutti i colloqui di ieri. «È un tema da affrontare», ammette Andrea Olivero che guidava la delegazione di Scelta civica. La soluzione potrebbe essere una «forte riduzione, che sostanzialmente vada a cancellare l’Imu sulla prima casa», spiega il coordinatore dei montiani. Magari non proprio per tutti, ma per «i ceti medi e medio bassi». Una posizione più morbida di quella espressa, anche recentemente, da Mario Monti. E più vicina alla proposta di Pier Luigi Bersani in campagna elettorale di taglio della tassa per chi ha pagato fino a 500 euro lo scorso anno. Non ci sarebbe spazio, invece, per l’abolizione della tassa né per la restituzione di quella pagata nel 2012, cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi. «Una soluzione si trova», dice Lorenzo Dellai, basta che questo non diventi un pretesto per il Pdl, che chiede una vera e propria «svolta su fisco ed economia», perché «un alleggerimento fiscale per gli italiani è urgente e irrinunciabile», ricorda Daniele Capezzone. L’Imu è stata al centro della campagna elettorale e oggi è al centro delle trattative per la formazione del governo. In ballo c’è la tenuta dei conti pubblici, perché l’Imu assicura alle casse dello Stato un gettito consistente, 23,7 miliardi nel 2012 di cui circa 4 per la prima casa, e perché il gettito è stato blindato nel Def, il Documento di economia e finanza consegnato a Bruxelles. Eloquente la sintesi di Bankitalia e Corte dei conti: l’Imu sulla prima casa si può anche abolire, ma sostituendola con una tassa equivalente. Oppure, in alternativa, i futuri governi devono procedere a nuove manovre. E da qui si riparte. Con l’evidente conseguenza che ogni impegno per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa comporta una sostanziale correzione dei conti pubblici. Rigore supplementare, dunque, visti gli strettissimi margini che restano per tenere il rapporto deficit/pil sotto la soglia del 3%. Il dibattito risente delle scorie lasciate dalla campagna elettorale. Con il Pdl e Silvio Berlusconi impegnati per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, e addirittura per la restituzione di quella pagata nel 2012, e Pd e Scelta Civica disponibili a ritocchi e alleggerimenti ma non a un taglio integrale. Tra l’altro, fino a poche settimane fa, interpretazioni diverse fra le varie forze politiche si sono confrontate anche sulla «storia» dell’Imu. Con un rimpallo di responsabilità fra il governo Berlusconi, che l’ha introdotta, e quello Monti, che l’ha sostanzialmente corretta.
Dalla campagna elettorale alle trattative. Al centro c’è sempre l’Imu
Squadra di governo ma non solo. Il nodo dell’Imu è al centro delle consultazioni di Enrico Letta, vero punto nevralgico per la formazione del governo. Con il Pdl che spinge per inserire nel...
