Politica

Monti rende permanente l’Imu. Il Pdl insorge: abolizione nel programma

Filippo Calerif.caleri@iltempo.it Ad accendere il fuoco delle critiche è stato più che altro il tempismo con il quale governo ha reso permanente e non più a scadenza, il 2015, la tassa più diata...

Ad accendere il fuoco delle critiche è stato più che altro il tempismo con il quale governo ha reso permanente e non più a scadenza, il 2015, la tassa più diata dagli italiani: l’Imu. Un atto la cui approvazione è cascata nel giorno in cui, Enrico Letta, riceveva il suo incarico. Per molti è suonato come un segnale di sgarbo verso il costituendo esecutivo che sarà appoggiato da una maggioranza con il Pdl dentro che ha basato la sua campagna elettorale proprio sull’abolizione dell’imposta. E infatti le critiche da questa parte politica non sono mancate. «La nota aggiuntiva al Def depositata dal governo, che prevede la stabilizzazione a regime negli anni a venire dell'Imu nella sua attuale formulazione, giustificandola con il rispetto dei vincoli europei, ci potrebbe spingere verso un non voto su una risoluzione di approvazione dello stesso documento» ha affermato in una nota il senatore del PdL Antonio D’Alì, componente della Commissione speciale che sta esaminando il Def. «La revisione dell’Imu con l’esclusione della stessa per la prima casa, e la sua restituzione per il 2012 - ha proseguito D’Alì - costituiscono infatti un punto irrinunciabile del nostro programma elettorale e del nostro impegno nell'eventuale nuovo governo. Anche dal punto di vista metodologico, nell’attuale delicato passaggio politico - ha concluso -, la riteniamo una inopportuna ingerenza sulla strada della formazione del nuovo governo». In ogni caso la decisione di Monti è solo un atto programmatico e avrà bisogno di una nuova legge del futuro governo per essere confermata. Dunque niente è perduto per il futuro governo politico. Certo è che a oggi la tassa sulla casa dovrà essere pagata ben oltre il 2015, data fissata per la fine della «sperimentazione». E non solo: l’Imu potrebbe aumentare già a partire da quest'anno. Uno degli ultimi atti dell'esecutivo è proprio l'addio ufficiale a sconti o cancellazione della tassa. Una decisione che ha però un aspetto strategico nei confronti dell’Europa che vede così garantito il gettito necessario al pareggio. Bankitalia e Corte dei Conti avevano parlato chiaro: senza Imu servirebbero nuove entrate. È stata quindi fatta una scelta tra le due opzioni contenute nel Def: la prima prevedeva che l’attuale regime restasse temporaneo, il secondo che diventasse permanente. Il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo ha detto chiaramente che se l'Imu non fosse permanente «sarebbe necessario trovare le coperture». L'allarme era stato lanciato da Bankitalia, convinta che una tassazione «temporanea» provocherebbe «un peggioramento dei saldi per circa 0,8 punti percentuali del Pil l'anno dal 2015 e dunquenuove manovre.

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