«Non voglio nemmeno pensare all’ipotesi di un fallimento». Da Dallas Silvio Berlusconi ribadisce il sostegno al governo Letta, pur dicendo di non aver ancora parlato con il presidente del Consiglio incarica. «Ho parlato con Letta, Gianni...», scherza il Cavaliere, che in realtà sentirà in serata il vicesegretario del Pd e lo incontrerà domani sera al ritorno del viaggio negli Stati Uniti. «Abbiamo bisogno di un governo che faccia. E subito - dice il leader del Pdl - L’economia è in condizioni terribili. Non gestisco più direttamente aziende, ma sono pur sempre un imprenditore e sento le voci dei miei colleghi, vedo quello che sta succedendo nelle imprese. Sono in trincea, sono disperati. Leggete anche voi le notizie dei suicidi. Dobbiamo agire per rianimare l’economia». «Di ministri parleremo dopo, prima viene il programma. Comunque sulla Cancellieri non c’è nessun veto, l’ho nominata io prefetto di Bologna», aggiunge poi Berlusconi, che parla anche dell’abolizione dell’Imu: «Non dipenderà da una singola misura, ma dall’equilibrio complessivo degli interventi che verranno decisi. Deve essere una manovra che convince gli italiani che li stiamo portando fuori dalla spirale recessiva, che dà loro fiducia, che li spinge a tornare a spendere e a intraprendere». «Noi abbiamo presentato sei disegni di legge per il lavoro e per ridare slancio alle imprese - spiega Berlusconi - Possiamo fonderli in un unico provvedimento, una specie di decreto salva-Italia. Non è questione di cose irrinunciabili, ma bisogna fare cose urgenti per l’economia. E quelle che proponiamo sono state già discusse con le varie categorie: industriali, artigiani e gli altri. Poi, certo - aggiunge Berlusconi - ci sono anche i punti istituzionali: la giustizia e la riforma costituzionale, a partire dal semipresidenzialismo. La riforma elettorale e il rafforzamento dei poteri del premier che ora ha le mani legate, non può nemmeno cambiare un ministro». Quello a Letta non sarà però un sostegno incondizionato: «Se ci dicono che siamo impresentabili, non possiamo non reagire con durezza».
Berlusconi: non voglio neppure pensare all’ipotesi fallimento
Il leader del Pdl parla da Dallas sull’appoggio al governo guidato da Enrico Letta: «Di ministri parliamo dopo aver discusso del programma, ma se ci dicono che siamo inpresentabili reagiremo duramente»
