Politica

Un poliziotto su Fb: «Beppe mi fa paura»

«Io ho paura»: un poliziotto si rivolge direttamente al «Sig. Grillo» per chiedergli «con tutto il cuore di fermarsi e di fare una forte opposizione se lo riterrà opportuno, verso il Governo che...

«Io ho paura»: un poliziotto si rivolge direttamente al «Sig. Grillo» per chiedergli «con tutto il cuore di fermarsi e di fare una forte opposizione se lo riterrà opportuno, verso il Governo che verrà, ma si ricordi che in piazza si può morire e noi poliziotti vogliamo avvisarla che stiamo al fianco del popolo e non vogliamo mai più che accadano incidenti dove possa scapparci "il morto". È quanto scrive Maurizio Cudicio, poliziotto in servizio alla Questura di Trieste e fondatore della pagina facebook «Movimento Poliziotti», denunciando i pericoli di una situazione che «non può portare che alla guerra civile». Quando si parla di milioni di persone, «la violenza è nascosta dietro l'angolo», avverte. «Le chiedo ancora una volta, da uomo e da poliziotto, si fermi e rifletta, mi faccia tornare a casa "sano e salvo" e magari - sono le parole di Cudicio, riportate da GrNet, portale specializzato in temi della difesa e della sicurezza - troviamo il modo insieme di far cambiare questo sistema che sta "uccidendo" la nostra Italia». «"Avevo paura che la mia presenza potesse favorire la violenza", così ha detto Grillo nella giornata del 20 aprile 2013, subito dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, evitando così di andare a parlare in piazza a Roma. Ora da Uomo e da Poliziotto ho ancora più paura di prima», aggiunge il poliziotto sul social network. «Bisogna saper riflettere e capire quando è il momento di fermarsi e di cambiare le strategie. Lode a quanto è riuscito a fare fino ad oggi, cercando e riuscendo anche in parte a far "tremare" il sistema, ma ora come ho già detto prima, Lei Sig. Grillo mi fa paura». «Ho paura da uomo - prosegue il poliziotto su Facebook - perché ho 2 figlie e quando si va in piazza, poi non si è mai sicuri di ritornare a casa per poterle riabbracciare». La piazza «vuole "il pane" e lei da "urlatore" dice a tutta la folla che "il pane" glielo stanno portando via e quindi è il momento della ribellione e giù con le parolone e con gli slogan che scuotono le persone fino al punto di farle manifestare».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.