Politica

Hacker violano le e-mail dei parlamentari grillini

«Trasparenza o le pubblichiamo». Primo bersaglio la deputata Giulia Sarti. I pirati del web minacciano: poi toccherà agli altri 77

L’incarico a Enrico Letta e le consultazioni al via domani? Un dettaglio oggi in casa 5 Stelle. L’attenzione o meglio le preoccupazioni dei parlamentari stellati sono tutte rivolte al nuovo caso di hackeraggio (dopo il «sabotaggio» delle quirinarie), con le caselle postali di 78 parlamentari 5S violate. Primo bersaglio: la deputata Giulia Sarti, poi via via -promettono gli hacker con tanto di countdown attivato sul sito «glihackerdelpd.bitbucket.org»- toccherà agli altri 77 in lista. E chissà che i «pirati del web» non serbino sorprese per gli altri 87 parlamentari che oggi hanno tirato un sospiro di sollievo. Stamani, quando la notizia è iniziata a rimbalzare, ci sono state vere e proprie scene di giubilo nel cortile di Montecitorio tra deputati assenti dalla lista degli spiati. La tensione, nel Movimento, si taglia col coltello. Federica Dieni, circondata da altri parlamentari grillini e alcuni giornalisti, si dice certa che anche i telefonini siano sotto controllo: «L’ho capito dallo strano ronzio che emette spesso il mio cellulare - spiega - del resto Grillo ce l’aveva detto con chiarezza: ora non avrete più vita privata». Sarti, la prima vittima dichiarata dei pirati del web, è arrivata alla Camera rossa in volto dalla rabbia. All’inizio confidava in un bluff, poi si è ritrovata le proprie mail in giro per la Rete e non l'è rimasto che sporgere denuncia. Intanto, però, la vita privata viaggia sul web sprovvista di password. «Penso soprattutto alle persone coinvolte - confidava stamani - ci sono molte cose delicate relative a tutto il lavoro compiuto in questi anni nel Movimento. Scambi, informazioni delicate», ribadisce. Le analogie con il precedente di Bologna (Sarti è bolognese) sono innegabili. «Ma io non credo - spiega - che dietro ci sia la stessa mano. Questo attacco mi lascia intendere che qui stiamo lavorando bene e iniziamo a dar fastidio. No, non penso che vogliano usare la mia posta semplicemente per crearmi contrasti con Grillo e Casaleggio». Intanto, a Montecitorio, vanno avanti le «consultazioni» tra grillini spiazzati dall’attacco, colpiti e affondati proprio sul loro punto di forza: la Rete. A Montecitorio Roberto Fico e Riccardo Nuti, entrambi sotto attacco hacker, parlano fitto fitto con Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera in quota 5 Stelle che è invece tra gli 87 graziati. «Nulla da nascondere - assicura Fico - certo è una fatto davvero spiacevole e questo è innegabile». Di Maio affida la sua amarezza a Facebook: «Chi tocca uno di noi tocca tutti - scrive - È incredibile quello che hanno fatto a Giulia. Un atto di intimidazione da manuale». Tutti si chiedono cosa si nasconda dietro l’attacco. E molti sospettano che le mail finite in Rete possano dar vita a dissidi e nuove fratture. Non solo. Qualcuno teme che in realtà si tratti di fuoco amico, ovvero una strategia interna per regolare vecchi conti in sospeso. Un complotto che rischia di aprire nuove ferite e che comunque, esterno o interno che sia, ha già prodotto un risultato: amplificare la diffidenza. Sia dentro sia fuori dal Movimento.

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