Politica

Addio a Teodoro Buontempo. Aveva 67 anni

Il presidente de La Destra è morto la notte scorsa in una clinica romana. Storace: "Perdiamo un esempio per chi crede nei valori".

Teodoro Buontempo si è spento la notte scorsa alle 4,30. Aveva 67 anni. Il presidente de La Destra era stato colpito da una grave malattia e ricoverato presso una clinica romana. Tante le reazioni e le attestazioni di stima. «Sapere che Teodoro Buontempo non c’è più è un dolore enorme per ogni uomo di destra e soprattutto per i militanti de La Destra - dichiara il segretario nazionale del partito, Francesco Storace - La splendida famiglia del nostro presidente e noi tutti perdiamo un esempio, un punto di riferimento per chi ancora crede nei valori, per chi è contaminato dalla forza della passione, dal valore dell’onestà, dalla fede e dall’onore». Commozione anche da parte di esponenti della sinistra. «Esprimo il sincero cordoglio per la scomparsa di un combattente della politica, come è stato Teodoro Buontempo - scrive in una nota il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra - Coerente con i suoi valori di militante di destra che con passione e coraggio ha sempre portato avanti. Alla sua famiglia e alla Destra le condoglianze mie e del Partito Democratico del Lazio». Gasparri ricorda gli anni degli esordi politici. «Teodoro Buontempo ha cambiato la vita di molti di noi - dichiara Maurizio Gasparri - Nei primi anni Settanta, fondatore e capo del Fronte della Gioventù di Roma, individuò sezione per sezione, scuola per scuola, molti di coloro che nel tempo avrebbero rappresentato la destra ad ogni livello. Mi venne a cercare nella sede del Msi-Dn di via Livorno a Roma e mi disse di andare in via Sommacampagna, la sede provinciale, ad occuparmi di scuole. Nel 1977 mi propose come suo successore alla guida del Fdg di Roma. Anni tremendi. Tanti dei nostri uccisi. Teodoro con noi, davanti a noi, in prima linea. Ha dimostrato il carattere della destra più di ogni altro, ha scelto classi dirigenti più di ogni altro. Con lui la politica perde un combattente, un uomo del popolo sempre al servizio del popolo. Se la democrazia è rappresentare la gente in modo onesto, lui è stato un alfiere della democrazia».

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