Il centrodestra perde il Friuli Venezia Giulia. Al termine di uno spoglio serrato, Debora Serracchiani del Pd ha infatti conservato circa lo 0,3% di vantaggio su Renzo Tondo, governatore uscente e candidato del Pdl. Un risultato che ha già dato adito a polemiche, con i rappresentanti del partito di Berlusconi che si sono scagliati contro Franco Bandelli, già costola pidiellina, candidatosi con una lista civica e capace di conquistare un 2,41% che, a conti fatti, si è rivelato decisivo. L’altro dato saliente della consultazione elettorale è stato il flop del candidato del MoVimento 5 Stelle. Nonostante Beppe Grillo avesse previsto più volte negli ultimi giorni, violando anche il silenzio elettorale, che il Friuli sarebbe stata la prima Regione governata dal MoVimento, il «cittadino» Saverio Galluccio si è fermato sotto il 20%. Facendo comunque molto meglio della lista che lo sosteneva, che ha raccolto il 13,7%. Praticamente la metà di quanto ottenuto appena due mesi fa alle politiche, quando nella regione carnica i grillini avevano superato il 27% issandosi a primo partito. Lo stesso Galluccio non ha nascosto il disappunto per un risultato altamente al di sotto delle aspettative. «Ci attendevamo qualcosa di più - ha detto - ma non si può paragonare il voto territoriale a quello delle Politiche». In questo caso la «protesta» si è incanalata di più nell’astensione, che ha toccato vette vertiginose. Si è recato alle urne, infatti, solamente il 50,51% degli aventi diritto. Nel 2008 la percentuale fu del 72,33. Un dato che, al di là dei trionfalismi dei vincitori, dovrebbe fare riflettere sul distacco dalla politica che sta attraversando l’intero Paese. Debora Serracchiani è dunque la nuova presidente della Regione, anche se il fatto di essersi fermata appena al di sotto della soglia del 40% le impedisce di ottenere la maggioranza assoluta del Consiglio regionale. Presumibilmente, l’ex eurodeputata vicina a Renzi potrebbe tentare di replicare il modello siciliano: un governo a maggioranza variabile che utilizzi come stampella principale il MoVimento 5 Stelle. Quello del Partito Democratico resta in ogni caso un risultato sorprendente se paragonato a quello che succede a livello nazionale. Un risultato che, però, secondo la Serracchiani avrebbe potuto essere ancora migliore se il Partito avesse dato migliore prova di sé a Roma: «Senza quello che è successo nella Capitale sarebbe stata un’asfaltata» aveva commentato la neopresidente a spoglio ancora in corso. Per poi lanciare altre stilettate ai dirigenti nazionali: «Sono tante le persone da non ringraziare, soprattutto nelle ultime ore». In casa Pdl è invece ora di leccarsi le ferite. E di riflettere su una candidatura, quella di Tondo, che alla fine si è rivelata sbagliata. Il governatore uscente, che ha subito telefonato all’avversaria per congratularsi, ha preso oltre sei punti percentuali in meno delle liste che lo sostenevano. Oltre a questo, il Pdl ha perso quasi il 13% rispetto alle Regionali del 2008. Se a livello nazionale il traino elettorale di Berlusconi costituisce ancora una garanzia, a livello locale l’organizzazione del partito va ripensata.
Centrodestra diviso, Friuli al Pd
SvoltaIl governatore Tondo sconfitto al fotofinish dalla Serracchiani Decisivi i voti conquistati dall’ex pidiellino Bandelli. Flop del M5S
