Politica

Bersani conferma le proprie dimissioni

L’ormai ex segretario del Pd apre l’assemblea nazionale dei democratici: «Ho fiducia nel futuro del partito, ma se non rimuoviamo i problemi non reggeremo» Il vice Enrico Letta e i capigruppo a Camera e Senato al Quirinale per le consultazioni

Pier Luigi Bersani conferma le proprie dimissioni da segretario del Pd. Aprendo l’assemblea nazionale dei democratici, l’ormai ex leader rassegna il mandato. Al Quirinale per le consultazioni saliranno il vice Enrico Letta e i capigruppo Pd alla Camera e al Senato. «Confermo le mie dimissioni - dice Bersani nel proprio intervento - Come tutti voi sapete era mia intenzione passare la mano al prossimo congresso e incoraggiare un ricambio. Una convinzione radicata. Ho, tuttavia, annunciato le dimissioni dopo la bocciatura da parte di franchi tiratori delle candidature di Franco Marini e Romano Prodi». «Non voglio indagare la logica di quello che è avvenuto», anche perché qui «abbiamo missili a testata multipla...». Comunque sia «se ci sono irresponsabili, la responsabilità è del responsabile». «Non abbiamo retto» e «se non rimuoviamo il problema rischiamo di non reggere nei prossimi mesi», dice poi Bersani parlando della situazione interna al Pd. Il segretario dimissionario parla di «anarchismo e feudalizzazione che persistono», di un «problema grave di permeabilità e perdita di autonomia fino a essere inservibili per il Paese». Per Bersani, «non si pensi che quel che è successo per il presidente della Repubblica è un episodio. C’è qualcosa di strutturale, e qui c’è il vero dramma: tutto avviene davanti a un Paese che è nei guai». Bersani tuttavia conferma di avere «fiducia nel futuro di questo partito. Mi sono fatto una idea di come uscire dai rischi mortali, partendo dalle ammissioni dei miei limiti e omissioni. Aspetto di poterne discutere liberamente e fraternamente in un confronto che non tocchi solo la linea politica ma la natura, il senso e la missione di fondo del partito di fronte alle prospettive del Paese e quindi alla sua profonda riforma».

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