Politica

Beppe più cauto Abbassa i toni e cerca il dialogo

Dopo la «marcia su Roma» e l'accusa di «piccolo golpe» che ha accompagnato il ritorno di Giorgio Napolitano al Colle, Beppe Grillo cambia rotta. E sceglie una strategia di comunicazione più...

Dopo la «marcia su Roma» e l'accusa di «piccolo golpe» che ha accompagnato il ritorno di Giorgio Napolitano al Colle, Beppe Grillo cambia rotta. E sceglie una strategia di comunicazione più rassicurante: al web affianca la scelta della conferenza stampa e il confronto con l'amata-odiata stampa. «Con la storia del "golpe" si è reso conto di aver detto una cosa troppo pericolosa. Dopo aver superato i limiti, sconfessato dallo stesso Stefano Rodotà, ha cambiato approccio», spiega il sociologo delle Comunicazioni Michele Sorice, docente all'Università Luiss di Roma. «L'espressione orribile "marcia su Roma" si è rivelata un boomerang -sottolinea l'esperto- e ha indispettito anche il suo elettorato. Perciò ieri si è presentato davanti alle telecamere per cercare di ricucire lo strappo con l'opinione pubblica». L'ex comico genovese, aggiunge Sorice, «ha dovuto abbassare i i toni, assicurando che sarà più "ghandiano" e gli conviene esserlo se non vuole perdere quella parte di elettorato di sinistra che ha votato per lui». Dal punto di vista della comunicazione, Grillo «ha fondato il proprio successo sulla rete ma il web produce un "effetto alone" sui media tradizionali: stampa e tv riprendono l'affermazione fatta sui social network e fanno conoscere i post dei blog». «Per quanto possa "volare" - sottolinea il massmediolog o- un blog seguito come quello di Grillo parla a un numero limitato di persone rispetto a quello che può raggiungere la tv. Quello che il leader dei 5 Stelle scrive è volutamente forte, perchè così passa sul piccolo schermo e il comunicatore "stellato" raggiunge il proprio obiettivo. Fa parte di una strategia comunicativa che segue una sua logica». «Con la conferenza stampa fiume di ieri -spiega ancora Sorice- probabilmente ha cercato di riannodare anche i rapporti con la stampa. Di fatto l'uso di un linguaggio violento e antipolitico, delegittimante per chi la pensa diversamente, rischia di esacerbare gli animi». «Grillo e il suo Movimento -conclude il massmediologo- ora hanno due carte in mano: diventare utili e incidendo nel dibattito o giocare un ruolo di opposizione a oltranza».

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