Politica

Ha perso la vecchia sinistra

di Benedetto Ippolito...

di Benedetto Ippolito La Repubblica non ha un successore. Giorgio Napolitano, infatti, subentra a se stesso, al termine di un sesto scrutinio segnato dall'unità. Pdl, Pd, Scelta Civica e Lega hanno fatto convergere i loro voti sul presidente uscente, dopo che ieri mattina egli aveva accettato di mettersi di nuovo a disposizione del Paese. L'unica riserva credibile dello Stato è, dunque, il suo primo uomo in carica, costretto a sobbarcarsi una pesante proroga dopo il default del suo partito. Il Pd deteneva, inizialmente, il privilegio di tessere le fila, ossia il diritto di indicare il candidato. La gestione Bersani è, però, entrata in fibrillazione istantaneamente. Lì per lì il tracollo della proposta ecumenica di Marini, poi l'insolvenza del putsch settario di Prodi, infine lo spappolamento interno di una compagine disorientata, intenta senza convinzione a cercare un punto d'intesa con le altre forze politiche presenti in Parlamento. Tutto ciò mentre Sel e M5S rincorrevano la loro sfida al sistema, proponendo un membro illustre della classe dirigente del Paese: Stefano Rodotà. In questo clima paradossale, l'obiettivo si sarebbe dovuto raggiungere prontamente, già alla prima chiama, convergendo su un presidente votato con convinzione da tutto l'arco costituzionale. Cosa che è avvenuta sì, ma soltanto quando non esisteva ormai una vera alternativa all'assedio grillino. È, perciò, fondamentale riconoscere la debolezza profonda di questo ritorno a Napolitano. Una fragilità che non riguarda il tempo impiegato, minore che in altre elezioni quirinalizie, ma l'agonia con cui il Pd ha avvicinato l'unico obiettivo sensato sul tappeto, l'avvio di una temporanea stagione di responsabilità politica condivisa con il centrodestra. Ebbene, sotto quest'aspetto, Napolitano è stata una comune àncora di salvezza, positiva e necessaria, ma troppo traballante e perplessa per risvegliare la democrazia e sollevare la nazione dal tepore in cui è caduta. Sebbene, infatti, qualcuno a sinistra sogni già il futuro collateralismo con Vendola, nonostante i Grillini si siano spesi con ostinata tenacia a difendere la propria velleità rivoluzionaria assediando il palazzo, ecco che il vero vincitore è uno soltanto: Silvio Berlusconi. Con lui il Pdl ha mostrato compattezza al suo interno, ha sostenuto con coerenza la linea della trattativa e dell'accordo, per poi votare con successo e all'unanimità la proroga alla figura italiana più rappresentativa del socialismo europeo, affidandogli perfino il compito di salvaguardare l'ordine democratico e assicurare poche riforme indispensabili per andare avanti. Il consenso dato a Napolitano dal centrodestra è conseguenza, insomma, dell'attendibilità istituzionale che il capo dello Stato ha guadagnato nel suo primo settennato, ma soprattutto è espressione di una raggiunta maturità politica dei moderati davanti alle velleità movimentiste e alle contraddizioni teatrali della sinistra. Il vero perdente, invece, è uno solo: il Partito Democratico. La sua compagine non soltanto si è dimostrata anarchica, incapace di trovare perfino tra i suoi elettori il più spicciolo principio di concordia, ma ha gestito con ottusa irrazionalità una posizione di forza uscendo a brandelli. Questo Napolitano bis, dunque, consola, dà garanzie per il futuro agli italiani, ma decreta altrettanto evidentemente la malattia mortale della vecchia sinistra. Un conservatorismo statico che ha persuaso Napolitano a proseguire faticosamente la sua presidenza. Al Pd, d'altronde, non basterà accogliere le dimissioni del suo segretario e celebrare un congresso nazionale per risalire la china. Dovrà passare al setaccio la sua storia, giungendo a una ridefinizione completa dei quadri politici e a un ripensamento della propria identità, posto che ve ne sia ancora una rappresentativa dell'insieme. Non foss'altro per questo, un Governo di scopo si affaccia ormai all'orizzonte come inevitabile, prima che i cittadini possano nuovamente indicare alle urne la strada politica netta che l'Italia abbraccerà nei prossimi anni.

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