Politica

Pietra tombale sulla segreteria

di Francesco Perfetti Un'altra fumata nera, dunque, per l'elezione del Presidente della Repubblica. Una fumata nera dal forte significato politico. Essa segna l'uscita dalla corsa per il Quirinale...

Un'altra fumata nera, dunque, per l'elezione del Presidente della Repubblica. Una fumata nera dal forte significato politico. Essa segna l'uscita dalla corsa per il Quirinale di Prodi. Un’uscita ingloriosa, perché il fondatore dell'Ulivo non solo non è riuscito ad acquisire quei pochi voti che sulla carta gli mancavano per raggiungere il quorum, ma ne ha persi un centinaio, ben più di quanti ne avesse perduti, ad opera dei franchi tiratori, il candidato che lo aveva preceduto, Marini. È la conferma che il Pd è in piena dissoluzione, come dimostrano anche le irritate reazioni di Prodi. Lo schiaffo a Prodi è stata la pietra tombale sulla segreteria Bersani. Ma è, pure, una tegola sulla testa e sulle ambizioni di Renzi il quale, negli ultimi tempi, di Prodi - per un calcolo opportunistico da prima repubblica che rischia di alienargli simpatie e aspettative di settori del moderatismo nazionale - era diventato sponsor ufficiale. La solenne bocciatura di Prodi nella quarta votazione ne ha reso subito improponibile la ricandidatura. Se fosse riuscita, l'elezione di Prodi avrebbe dato l'impressione della non superabilità di una frattura politica e storica. Essa - per le circostanze con le quali si è raggiunta la convergenza sul nome - avrebbe assunto un carattere divisivo fondato su quella frattura berlusconismo-antiberlusconismo che ha preso il posto della frattura fascismo-antifascismo e la cui permanenza spinge a nutrire seri dubbi sulla pienezza della maturità democratica del paese. L'esito delle votazioni di questi giorni fa comprendere come il gestore della situazione di collasso del sistema sia, al momento, Grillo. È proprio il comico, infatti, che riesce non solo a tenere unito il suo gruppo ma anche a condizionare i giochi politici facendo passare, in maniera subliminale, il messaggio che il solo arrivo in parlamento dei grillini, antropologicamente ed eticamente diversi dai vecchi politicanti, abbia già determinato cambiamenti sostanziali nelle istituzioni e nella dialettica politica. L'unico modo per esorcizzare, con un segnale davvero forte, Grillo sarebbe quello di risolvere lo stallo con una convergenza di voti su un nome non compromesso con i partiti e la politica. Un nome, per esempio quello della Cancellieri, che dia garanzia di affidabilità e senso dello Stato.

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