«Basta indugiare è il momento di una donna che possa rappacificare il Paese anche perchè il Pd ormai non esiste più, è imploso. Non solo sta distruggendo se stesso, ma rischia di fare del male serio al Paese». Stefania Prestigiacomo, ex ministro e parlamentare del Pdl tira le somme di un’altra giornata «di passione». «Non per noi, sia chiaro. Noi abbiamo assistito da spettatori allibiti allo sfaldamento del Pd, portato al massacro dal segretario Bersani che è stato definitivamente delegittimato dai suoi e a, a questo punto, speriamo presto disarcionato. Sono già circolate voci di dimissioni poi smentite». In mattinata la candidatura di Prodi sembrava sicura, poi lo scenario è cambiato. È stata una sorpresa per voi il ritorno del Prof? «Più che una sorpresa è stato un affronto, una inutile provocazione per noi, ma anche per il paese. Tant’è che non solo ha scatenato le nostre proteste ma è stato impallinato dal suo stesso partito. Bersani sapeva benissimo che Prodi non poteva essere condiviso dal Pdl perchè considerato da tutti il più ostile, l’avversario storico di Berlusconi. Perchè quindi metterlo in campo? Il risultato è l’esito del voto. Bersani è stato messo al tappeto dai suoi parlamentari, non ha più un partito alle spalle». E se dovesse riemergere la candidatura di Marini? «Noi Marini lo abbiamo votato è il Pd che l’ha impallinato e poi stando alle ultime dichiarazioni di renzi mi sembra che non sia riproponibile. Queste votazioni sono diventate una resa dei conti all’interno del Pd che sta svolgendo il suo congresso a spese del Paese». Come si esce da questo impasse? «Semplice: proponendo un nome condiviso dal PD e Pdl meglio se quello di una donna. Se il collante del Pd continua ad essere l’antiberlusconismo non se ne esce. I democratici sono di fatto già scissi e sarà difficile nel prossimo futuro, quando ci sarà un nuovo presidente della Repubblica, ricomporre le diverse anime. Inoltre abbiamo assistito a riti, davvero, da Prima Repubblica con Vendola che ha detto che i loro voti erano segnati e controllati. Si stanno consumando episodi spiacevoli e dimostrano che se anche il centrosinistra avesse avuto la maggioraza in Senato sarebbe rimasto diviso come durante la legislatura del 2006-2008 con Pd e Prodi. Le anime sono sempre le stesse». Quale nome potrebbe mettere d’accordo Pd e Pdl? «Ne sono stati fatti molti, non voglio farne uno di preciso proprio mentre sono in corso le riunioni decisive. Il Pdl si è reso disponibile ad un’intesa come dimostra l’atteggiamento che abbiamo tenuto nei confronti di Marini che pur non essendo del nostro schieramento era condivisibile. Poi però è andata come abbiamo visto per colpa proprio del Pd». E D’Alema? «Non faccio nomi ne' di uomini ne' di donne. Valuteremo». Il Pdl dialogherebbe meglio con Renzi? «Non so se si parla meglio con Renzi. Non mi sono piaciute le sue dichiarazioni su Anna Finocchiaro che stimo. Un fatto è certo: Renzi ha il potere di veto nel partito, è lui che fa la regia. In lui riconosciamo il superamento di quel pregiudizio ideologico che ha finora imbrigliato il Pd». Sciolto il nodo del Colle, si dovrebbe andare subito a votare? «Bisognerebbe fare un governo di larghe intese e affrontare subito le priorità economiche del Paese. Poi la riforma del sistema elettorale e quelle riforme istituzionali sulle quali è possibile trovare una convergenza. Ma ora il problema è che Bersani deve riprendere in mano il partito. Non serve inseguire i vari twitt. Bisogna andare subito a un governo forte e autorevole che rialzi la credibilità del Paese. Non c’è un minuto da perdere».
«Il Pd distrugge se stesso e il Paese»
L’attacco Prestigiacomo: Bersani è stato delegittimato dal suo stesso partito Il Prof è stato un affronto ma come Marini è stato impallinato dai suoi
