Politica

Brunetta: accordo indispensabile

Partono all’attacco i parlamentari del Pdl che, a caldo, proprio non ci stanno ad essere spettatori del teatrino offerto da Pd e compagni, mentre ilPaese attende da due mesi la formazione di un...

Partono all’attacco i parlamentari del Pdl che, a caldo, proprio non ci stanno ad essere spettatori del teatrino offerto da Pd e compagni, mentre il Paese attende da due mesi la formazione di un governo. «Il Pd è in frantumi, fino a quando durerà questo strazio? Il Partito Democratico è incapace di tutto, produce solo candidati divisivi per il paese - ha commentato il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, al termine del voto per il presidente del Consiglio - Il Pd è ha impallinato Marini e ora ha distrutto anche Prodi, cento voti in meno dopo avergli dato l’unanimità. Il Pd non esiste più e fa male al Paese che sta morendo per i giochi di un partito allo sfascio. Bersani cerchi un nome con noi e Monti o se ne vada». Attacca anche sulla legittimità delle votazioni, Maurizio Gasparri: «Come vicepresidente del Senato porrò formalmente il problema della violazione delle regole sulla riconoscibilità del voto in Parlamento. Il fatto che gruppi di parlamentari della sinistra abbiano votato R. Prodi o S. Rodotà è molto grave perché è stato un modo di farsi riconoscere. È una cosa molto grave e servirà capire come affrontare questa situazione». Sulla stessa linea il coordinatore dei dipartimenti Pdl, Daniele Capezzone: «I massimi dirigenti di Sel si autodenunciano e parlano di voti segnati e riconoscibili. È gravissimo. Attendiamo provvedimenti della presidente Boldrini». Torna ad affilare le armi sul Pd invece parlando di «autentica disfatta» il deputato pidiellino Fabrizio Cicchitto. «Il Pd ha lanciato una sfida e l’ha persa clamorosamente. Non gli è riuscito né di far le larghe intese né di far l’affondamento. Un fallimento totale - incalza Cicchitto - considerando il fatto che Marini aveva ottenuto 521 voti, non si capisce con quale faccia possano riproporre Prodi». Una situazione di una «gravità inimmaginabile» per il senatore e coordinatore Pdl, Sandro Bondi che propone «di chiedere al Presidente Giorgio Napolitano di restare in carica almeno fino a quando non saremo usciti da questo gorgo pericoloso e senza via d’uscita». Attacco frontale invece al segreario Pd Bersani della vicepresidente del gruppo Pdl a Palazzo Madama, Simona Vicari: «Il diavolo avrà anche vestito Prodi ma di sicuro adesso è Bersani ad essere nudo. Infatti la sonora bocciatura dell’ex presidente dell’Iri conferma l’inadeguatezza di Bersani alla guida del Pd. Dopo aver perso 50 giorni, arenandosi su un impossibile dialogo con il M5S per la formazione di un governo, ora rischia di fare lo stesso con l’elezione del presidente della Repubblica. L’Italia non può continuare a perdere tempo e a perdersi dietro di lui. Perciò si faccia da parte e consenta ad altri di guidare questa delicata fase, che deve consistere nel ricercare il più ampio consenso possibile attorno a una figura che identifichi l’unità nazionale».

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