Politica

In piazza vince il Professore

Cittadini di fronte a Montecitorio per sostenere Rodotà Promosso dalla Rete. Petizione firmata da 40 mila persone

«Lei è stato eletto per la prima volta Presidente della Repubblica dalla Rete. Un caso che fino a pochissimi anni fa sarebbe stato impensabile. Quando ho visto che era stato eletto dalla Rete mi sono domandato come fosse possibile visto che lei non è propriamente un "divo"». È stata questa la prima domanda che Paolo Mieli ha rivolto a Stefano Rodotà, candidato del Movimento 5 Stelle ospite del programma «Eco della Storia». «Me lo sono chiesto anche io - ha risposto il professore, ex garante della Privacy - e la risposta l'ho trovata nel fatto che a mano a mano che la Rete ha messo in relazione le persone, la comunicazione non è rimasta soltanto su internet. Ad esempio nel 1997 a Seattle fu bloccata con una grande manifestazione la riunione del Wto e il tutto fu organizzato grazie alla Rete e divulgato dalla tv. In Italia Beppe Grillo, che ha teorizzato il potere della Rete, ha fatto lo Tsunami tour e ha riempito le piazze». Rodotà ha poi sottolineato come «in televisione, negli ultimi due anni, ci sono andato pochissimo ma allo stesso tempo mi sono occupato di una serie di questioni, come ad esempio il referendum sull'acqua, che hanno avuto proprio nella Rete il loro punto di forza. Inoltre, scrivo su un giornale di una certa rilevanza. Quindi sommando qualche piccola apparizione televisiva, una comunicazione più colta ed elitaria come quella di un giornale e poi la rete che ti segue perché stai facendo alcune cose che sono in sintonia con il modo in cui la Rete funziona ecco che si ottiene un piccolo pubblico di "affezionati" in grado di realizzare tutto questo. Infine - ha concluso Rodotà - andare nelle scuole, parlare con gli studenti mi ha sempre consentito di farmi conoscere anche dai giovani e di capire quali fossero i fenomeni in corso in quel preciso momento nella società. Io ne ho fatte di tutti i colori nella mia vita ma rimango e rimarrò sempre un insegnante». Il Professore è il più amato dalla piazza. Ieri alcune centinaia di persone si sono radunate di fronte a Montecitorio proprio per spingere il Pd a scegliere Rodotà e non Marini. «Non fatelo, non vi votiamo più». «Rodotà, Rodotà» hanno gridato i manifestanti. Tra i cartelloni: «Io elettrice Pd, il mio presidente è Rodotà», e «no all'abbraccio col Caimano», riferito all’accordo Bersani-Berlusconi sul nome dell'ex segretario della Cisl. E se il MoVimento 5 Stelle conferma che continuerà a votare per il Professore, anche Sel promuove Rodotà. «Se avremo la possibilità di discuterne, e io credo di sì, la nostra proposta è affinché il Pd converga su Rodotà alla quarta votazione» spiega Gennaro Migliore, auspicando un cambiamento di rotta del Pd. Anche oggi non mancherà il sostegno alla candidatura del Prof. Ieri, in piazza, c’erano grillini, popolo viola, qualche bandiera di Rifondazione. Una rappresentanza di «anti-inciucisti» che oggi vuole fare il bis. Poco più in là, al centro di un capannello, il deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista illustra a chi lo ascolta le proposte sulle quali il MoVimento sta lavorando in Parlamento. «Una delle nostre priorità - spiega - è il reddito di cittadinanza. Esiste in molti Paesi europei e noi lo vogliamo introdurre anche in Italia».

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