«Sul nome di Franco Marini noi abbiamo espresso la nostra contrarietà subito e in modo palese proprio per non essere considerati dei franchi tiratori. Ma il segretario Bersani ha preferito andare avanti, e l’esito è sotto gli occhi di tutti: una situazione di stallo molto pericolosa che indebolisce il partito». Non usa tanti giri di parole Lorenza Bonaccorsi, deputata del Pd, renziana di ferro, e una delle giovani donne di spicco del partito. L’immagine è quella di un partito incartato, paralizzato dai contrasti interni e che sta perdendo consensi. Non è il momento di darci un taglio con le lotte intestine? «È stata sbagliata la metodologia con cui è stato indicato Marini. Giovedì sera c’è stata una disastrosa assemblea dei gruppi nella quale alla linea di Renzi contrario a Marini, hanno aderito altri pezzi del partito. Penso a tutti i delegati emiliani come agli altri parlamentari prodiani». Insomma una vera e propria spaccatura. Ne siete consapevoli? «Non siamo noi a dover essere consapevoli di quanto sta accadendo nel Pd ma è Bersani che dovrebbe rendersi conto di questa divisione. Prima dice di voler cercare una candidatura condivisa ma poi provoca la spaccatura. Noi siamo stati leali, abbiamo perso le primarie ma ci siamo messi a disposizione, sempre fieri di appartenere al Pd. Abbiamo chiesto che fosse fatta una valutazione su una serie di nomi e abbiamo espresso contrarietà su Marini». Quello di Bersani quindi è stato un affronto? «Non mi piace usare queste parole ma di tutti i nomi fatti è stato scelto proprio quello su cui avevamo espresso grandi contrarierà». Questo balletto è un regalo al centrodestra. Qualcuno si è posto questo problema? «Con Renzi le elezioni si vincono, il futuro si chiama Renzi. Basta vedere la risposta di pubblico che ha avuto partecipando alla trasmissione di Daria Bignardi, Le Invasioni Barbariche. C’è una richiesta di cambiamento che viene dalla base». E se dal cilindro esce D’Alema? «Valuteremo, non voglio partecipare al totonomi ma proverei a capire quale è la fugura che unisce di più. Noi speriamo che si riesca a trovare una soluzione condivisa anche perché lo chiedono tutte le componenti. È auspicabile che l’indicazione di votare scheda bianca fornisca uno spazio per discutere su come uscire da questo impasse. La situazione del partito è complicata». E se invece Prodi? «Prodi di certo non mette d’accordo Pd e Pdl, anzi è un nome che divide i due schieramenti ma su Prodi il centrosinistra troverebbe un’intesa anche con parte del Movimento 5 Stelle. Personalmente Prodi mi piacerebbe molto». E i renziani lo voterebbero? «Prodi soddisfa molte delle garanzie che abbiamo chiesto per un presidente della Repubblica. A cominciare dalla grandissima autorevolezza internazionale. È una personalità che troverebbe consensi». Quale scenario si apre dopo l’elezione del presidente della Repubblica? «Il percorso mi sembra obbligato: o nei prossimi giorni, a stretto giro, si riesce a formare un governo o bisogna andare presto a nuove elezioni. Di qui a breve ci sono scadenze economiche fondamentali come il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Non si può perdere altro tempo». Al voto anche senza una nuova legge elettorale? «È ovvio che l’optimum sarebbe andare al voto con una nuova legge elettorale ma se non ci si è riusciti nei mesi passati, difficilmente si può trovare un accordo nell’arco di pochi giorni. Pertanto, pur di sbloccare la situazione e di avere un governo forte, che si vada pure al voto con questa legge. Prima però si deve passare per le primarie perché Renzi deve venir fuori da questa consultazione e non da accordicchi». Andate alle elezioni con il Pdl in vantaggio. «Sappiamo che questo immobilismo del Pd sta favorendo Berlusconi. La linea di Bersani di non voler trovare una soluzione alternativa a se stesso sta portando alla crescita del Pdl».
Bonaccorsi: con Prodi più facile un accordo anche con Grillo
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it «Sul nome di Franco Marini noi abbiamo espresso la nostra contrarietà subito e in modo palese proprio per non essere considerati dei franchi tiratori. Ma...
