Per rifinanziare la cassa integrazione in deroga serve più di quel miliardo prospettato dal ministro del Lavoro due giorni fa. Nell’incontro con i sindacati e le imprese, è stata la stessa Fornero a correggere al rialzo la stima dei fondi che dovrebbero essere pari almeno a 2,3 miliardi. Una cifra che si avvicina a quella prospettata dalla Cgil che ha parlato di 2,7 miliardi. Definita quindi l’entità finanziaria, il ministro ha fatto capire che non solo è difficile reperire le risorse (cosa che, peraltro, «non spetta ad un unico ministro») ma che la questione rischia di passare con molta probabilità sul tavolo del prossimo governo giacchè questo è in scadenza e «non può fare decreti». Il massimo consentito è l’istituzione di una sorta di «unità di crisi» con il premier Monti, il ministro dell’Economia Grilli, le Regioni e le parti sociali a Palazzo Chigi all'inizio della prossima settimana, lunedì o martedì. Secondo le stime di Cgil, Cisl e Uil che ieri prima hanno incontrato i presidenti di Camera e Senato e dopo hanno manifestato davanti a Montecitorio, il problema riguarda circa 700mila lavoratori e va risolto al più presto. In caso di risposte negative da parte della politica, i sindacati hanno minacciato una mobilitazione da effettuarsi, sono le voci, l’11 maggio. Dopo l'incontro con i sindacati, il presidente della Camera Laura Boldrini ha fatto sapere di aver assicurato il suo «sostegno», e ha garantito che «la Camera, attraverso la Commissione speciale, è in grado di esaminare con assoluta tempestività qualunque provvedimento di urgenza che dovesse venire dal governo o dai gruppi parlamentari». Il presidente del Senato Grasso ha assicurato il massimo impegno «perché Palazzo Madama possa agevolare al massimo le procedure per affrontare il problema del rifinanziamento degli ammortizzatori. Possiamo al più presto portare in assemblea questo problema come risoluzione dei gruppi parlamentari nella quale si potrà ottenere un orientamento politico su questo tema al più presto». Orientativamente la prossima settimana, «il 29, 30 aprile», visto che da questa settimana il Parlamento in seduta comune sarà impegnato nell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha sottolineato durante la manifestazione davanti a Montecitorio che per la cig in deroga, occorre inserire nel Documento di economia e finanza 1,5 miliardi in più. Il veicolo per il finanziamento potrebbe essere proprio il Def che è all’attenzione dei capigruppo di Camera e Senato per la calendarizzazione. «Abbiamo chiesto il sistema più semplice affichè le nostre richieste siano recepite e pensiamo che il Def sia lo strumento più sicuro e veloce» ha detto Bonanni. Come reperire le risorse? Il leader della Cgil Susanna Camusso ha la risposta: «non c’è bisogno di una nuova manovra, si rinviino le spese militari già programmate, si tassino le rendite finanziarie». Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha affermato in un'audizione, che il Parlamento potrebbe occuparsi della cigd anche attraverso il provvedimento che sblocca i debiti della pubblica amministrazione. «Lo può fare ma non penso che si possano usare come copertura le spese in conto capitale per la cig, ma se si trovano le coperture ben vengano». Per il responsabile del lavoro del Pd, Stefano Fassina, il decreto «per reperire almeno un miliardo si può fare anche se il governo è in scadenza come è stato fatto quello per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, approvato pochi giorni fa». Per il deputato non solo «il governo può ma deve fare decreti, soprattutto per riparare a errori commessi, senza scaricarli sul prossimo esecutivo». Fassina avverte che «centinaia di migliaia di persone non possono rimanere senza nulla e allungare la già drammatica fila degli esodati». E ricorda che «era noto sin dall'ottobre scorso che lo stanziamento per la cassa integrazione in deroga, previsto dalla legge di stabilità per il 2013, era insufficiente, nonostante un emendamento dei relatori avesse innalzato le risorse originariamente allocate dal governo. È stato un errore non prevedere risorse adeguate». Fallito l’incontro tra Fornero e parti sociali, che non è stato risolutivo, ora il problema, dice l’ex ministro del Lavoro del Pd Damiano, «si sposta a Palazzo Chigi la prossima settimana. Speriamo che questo significhi una piena assunzione di responsabilità da parte del governo su una questione di assoluta emergenza».
Stop di Fornero: no al decreto sulla cig
Il ministro del Lavoro gela i sindacati: il governo è in scadenza, non si fa Servono 2,3 miliardi. Grilli: si può inserire nel dl sui rimborsi alle imprese
