Politica

Primo, tenere testa ai tedeschi

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di Marlowe Ah, come suona bene la "società civile". E che bel presidente della Repubblica sarebbe Milena Gabanelli, donna e reporter. Alt, fermi un attimo. Qual è il vero compito che oggi un paese come l'Italia, messi come siamo, assegna al suo capo dello Stato, oltre a garantire la Costituzione? "Condivisione" è la paroletta che circola tra i partiti. Vero, ma questo riguarda l'immediato. Cioè lo scenario a breve dei vari Bersani, Renzi, Berlusconi. Ma nei suoi sette anni di mandato, il più lungo tra i capi di stato eletti dei maggiori paesi del mondo, che cosa sono diventati il Quirinale ed il suo inquilino? Soprattutto con Giorgio Napolitano la presidenza della Repubblica si è drasticamente modificata. Evoluta, se vogliamo. Di certo ha ampliato il proprio ruolo, che non è più tanto di garantire la democrazia in Italia, quanto di garantire l'Italia nel mondo. A fianco, o in alternativa, di governi e premier. Perché il compito che aspetta il successore di Napolitano scavalca nel tempo e nel ruolo quello di qualsiasi governo. Primo punto: come sarà l'Europa da qui al 2020, quando finirà il mandato del nuovo presidente? Secondo: ci sarà ancora l'euro oppure no? Terzo: i rapporti con la Germania, che appare in preda alla tentazione di nuove egemonie teutoniche, torneranno alla normalità o si arriverà alla resa dei conti (in tutti i sensi)? Quarto: se quella finanziaria è una guerra combattuta con altri mezzi, come gestire il dopoguerra, come negoziare il disarmo con le potenze forti del mondo? Infine, altro piccolo problemino domestico: come affrontare l'inevitabile mutamento della destra e della sinistra italiane? Perché questo dovrà fare chi verrà eletto al Quirinale. E la questione più importante e urgente non è tanto se sciogliere di nuovo le camere - ci siamo abituati - ma come trattare il dossier tedesco. Come ha scritto più volte Il Tempo, e come ha ora raccontato Massimo Franco nel saggio "La crisi dell'impero vaticano", la Germania è nuovamente ad un bivio della storia. Il libro ricorda che la traduzione tedesca di debito è "Schuld", che significa anche colpa. Una visione etica della superiorità della vita e della finanza pubblica che adesso, nel dibattito che infuria da quelle parti (dove si vota a settembre), arriva ad investire la religione: i paesi latini si indebiterebbero, e non manterrebbero gli impegni, in quanto cattolici, e quindi di morale elastica. Il Nord protestante, e specialmente la Germania luterana, sarebbero viceversa il baluardo delle virtù statali, comprese quelle contabili. Angela Merkel, a differenza di Helmut Kohl, è luterana e viene dalla ex Ddr: avrebbe quindi una visione strategica meno occidentale rispetto alla tradizione dei democristiani tedeschi; una visione molto più concentrata sui propri destini e interessi, e proiettata ad Est. Non c'è bisogno di ricordare che cosa è accaduto ogni volta che i tedeschi si sono dati una simile missione mescolando etica, politica ed economia. Più immediate sono le possibili ricadute economiche: la Bce, sotto la spinta della Bundesbank, ha concluso un censimento della ricchezza delle famiglie europee. Ne emerge che spagnoli, italiani e francesi sono molto più ricchi dei tedeschi, grazie alla proprietà immobiliare. È un po' la scoperta dell'acqua calda (i tedeschi in compenso guadagnano molto di più e possono permettersi un welfare migliore), ma tanto è bastato per diffondere la nuova parola d'ordine: ognuno si paghi i propri debiti. La formula Cipro estesa ad Italia, Spagna, magari anche Francia. Già il capo economista della Commerzbank Jorg Kramer aveva chiesto una super-patrimoniale del 15 per cento per noi italiani. Ora se ne stanno occupando i cinque economisti che affiancano la cancelleria: e attenti, è un organo non solo consultivo ma istituzionale. Uno dei saggi, il socialdemocratico Peter Bofinger, propone che "i ricchi nell'arco di una decina d'anni consegnino allo Stato parte dei loro patrimoni". L'ultimo numero dello Spiegel titola in copertina: "La bugia della povertà. Come i paesi in crisi nascondono le loro ricchezze". La Germania sta pianificando una versione aggiornata del bottino di guerra? Questo è comunque ciò che si agita in Europa. Qui ci vuole un super-professionista; magari con il pelo sullo stomaco. Certamente con l'agenda ed i contatti giusti. Dal fronte del governo, ma anche dal vertice delle istituzioni. Chi incarichiamo, la Gabanelli?

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