Politica

Querela contro il «comiziuccio» Report

Il sindaco Alemanno al contrattacco con un video di undici minuti «La Gabanelli se vuole fare politica ci metta la faccia e si candidi»

Una risposta politica a una trasmissione politica. Così le micce sulla trasmissione di Report dal titolo «Romanzo capitale» andata in onda domenica sera su Rai tre sono davvero esplose tutte. Il sasso lanciato sulla campagna elettorale capitolina con servizi che riassumevano le inchieste che hanno coinvolto l’amministrazione capitolina accostandole alla criminalità organizzata è stato copiosamente respinto al mittente. Il sindaco Alemanno ha infatti replicato in un video di circa undici minuti all’attacco elettorale. Confermando la querela per diffamazione e il risarcimento per i danni all’immagine della Capitale sia alla trasmissione Report sia alla Rai. Uno scontro durissimo, nel quale ovviamente fanno da cornice le due diverse fazioni, quella del Pdl e quella delle opposizioni. I protagonisti tuttavia restano in due, Milena Gabanelli da una parte, il sindaco Alemanno dall’altra. Al di là di come sono stati montati i servizi e l’accostamento neanche troppo celato dell’amministrazione alla Banda della Magliana, all’omicidio Simmi, ai Casamonica, alla conduttrice viene contestato il fatto di aver esplicitamente ricordato che a fine maggio si vota per il sindaco, rivolgendo un appello ai partiti per scegliere persone perbene, perché la scelta della classe dirigente della Capitale riguarda tutti. Una conferma di fatto dell’obiettivo squisitamente elettorale. Una «ciliegina sulla torta» insomma servita al primo cittadino, in corsa per il secondo mandato, a fine trasmissione. «Alla signora Gabanelli che conclude la sua trasmissione col comizietto dando consigli, avvertimenti e la sua ricetta ai partiti dicendo di escludere questo o quell’altro, diciamo: se ha voglia di fare politica, si candidi, ci metta la faccia, si candidi a presidente della Repubblica, a quello che vuole, ma non può confondere l’informazione del servizio pubblico con questi piccoli comizi elettorali. Non si illuda - incalza ancora Alemanno - i romani sono molto svegli e non si fanno incantare da queste trasmissioni, vanno avanti, guardano i fatti concreti e sanno scegliere. Non sarà Report a decidere il destino di questa amministrazione e di questa campagna elettorale ma i romani». Nella trasmissione, ha detto il sindaco, «si dice che Roma è preda della criminalità organizzata e che non ci sia un vero argine. Ricordo che la prima grande operazione antimafia a Roma è del luglio 2009. Oggi abbiamo il miglior procuratore capo della Repubblica, il dottor Pignatone, un esperto, così come un questore che viene da Napoli. Loro non hanno bisogno di giornalisti che si improvvisano Sherlok Holmes di provincia, ma semplicemente devono avere la possibilità di andare fino e fondo nelle inchieste e hanno avuto sempre la piena collaborazione dell’amministrazione». La questione tuttavia si allarga a macchia d’olio, addirittura sollecitando un intervento dell’Usigrai che parla di «querele temerarie». La replica sui motivi della mancata intervista da parte di Report al sindaco è dell’ufficio stampa di Roma capitale che conferma la disponibilità data per iscritto del primo cittadino. «A Report sono abituati a utilizzare le interviste come interrogatori, che vengono montati e smontati secondo le circostanze e secondo i loro comodi, sostanzialmente per far fare una figura non positiva alla persona intervistata - attacca il sindaco - questo video è cosa modesta rispetto a una trasmissione Rai ma devo farlo perché non mi è stata concessa la possibilità di fare un’intervista che forse sarebbe stata un interrogatorio, perché io prima di farla ho chiesto di poter vedere i servizi e di conoscere gli argomenti per essere su una posizione di parità, ma questo non mi è stato concesso». L’effetto elettorale di «Romanzo capitale» è destinato comunque a chiudersi prima delle pratiche giudiziarie aperte ieri su diffamazione e risarcimento danni. Mentre diversi papabili candidati consiglieri si scatenano, il candidato a sindaco del centrosinistra, Ignazio Marino, prende le distanze: «Se Alemanno ritiene che la trasmissione Report, che ha angosciato tutti noi che abbiamo visto una capitale nella morsa della criminalità organizzata, con tangenti ricevute da persone così vicine al sindaco da aver svolto il ruolo di tesoriere nella campagna elettorale, sia stata fatta con dati falsi, è giusto che faccia querela». Non aggiunge di più. Punta a spezzare ogni catena con tutto il passato il candidato della lista civica Alfio Marchini: «Quel che è emerso dallo spaccato di Report è che a Roma bisogna rompere il consociativismo. Le operazioni di cui parla la Gabanelli non sono nate al tempo della giunta Alemanno, sono nate anche prima. È necessario che ci sia un’operazione di rottura». Lo tsunami insomma sembra destinato a finire più in fretta di quanto forse da Report e dintorni si sarebbe immaginato.

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