Politica

Cambia lo Statuto. Ridotto il numero di consiglieri e assessori

Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Cala definitivamente il sipario sull’èra Polverini e sulle polemiche che avevano preceduto il voto regionale dopo le dimissioni dell’ex governatrice. Ieri il...

Cala definitivamente il sipario sull’èra Polverini e sulle polemiche che avevano preceduto il voto regionale dopo le dimissioni dell’ex governatrice. Ieri il Consiglio regionale ha approvato la modifica dello Statuto, portando da 70 a 50 il numero dei consiglieri e da 16 a 10 quello degli assessori. In questo modo è stato di fatto neutralizzato il ricorso al Tar presentato da Verdi e Radicali contro il decreto d’indizione delle elezioni varato dalla Polverini. Il ricorso - su cui i giudici amministrativi si esprimeranno giovedì - mira a far dichiarare illegittimo il voto del 24 e 25 febbraio perché il passaggio da 70 a 50 era stato stabilito con decreto dalla Polverini senza modifica dello Statuto e della legge elettorale. Di fatto si sarebbe rischiato l’annullamento delle elezioni. L’Aula della Pisana presieduta da Daniele Leodori ha approvato la proposta di legge numero 6 a firma del capogruppo Pd Marco Vincenzi che, modificando gli articoli 19 e 45 dello Statuto regionale, prevede la riduzione del numero dei consiglieri da 70 a 50 e quello degli assessori da 16 a 10. L’articolo che prevede la riduzione dei consiglieri è stato approvato all’unanimità, mentre quello che riduce gli assessori ha ottenuto 46 voti favorevoli e un contrario. Lo stesso Statuto prevede che il Consiglio debba nuovamente approvare il testo a maggioranza assoluta tra non meno di due mesi. L’Aula ha successivamente approvato (39 voti favorevoli e 8 contrari) la proposta di legge 7, sempre a firma di Vincenzi, che modifica la legge elettorale regionale (legge 2/2005) e finalizzata all’adeguamento del numero dei consiglieri regionali eletti nel Lazio alla riforma statutaria. La modifica riduce i consiglieri da 70 a 50; gli eletti nelle circoscrizioni con il voto di preferenza passano da 56 a 40 e gli eletti nel listino da 14 a 10. Proprio sulla legge elettorale verte il ricorso prendente dinanzi al Tar. Per questo - spiega Vincenzi - «è stato presentato un emendamento di Giunta che prevede l’entrata in vigore delle modifiche alla legge elettorale il giorno dopo». Tutto liscio? Macché. A tenere banco sono state le gaffe del MoVimento 5 Stelle, con tanto di claque nell’«acquario». Ieri si sono ritrovati a votare contro la legge 7 insieme a Giancarlo Righini, il consigliere regionale ex Fratelli d’Italia di cui avevano chiesto le dimissioni appena insediati alla Pisana in quanto condannato in primo grado a 4 anni per associaizone per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta con interdizione dai pubblici uffici per una vicenda del 2005, quando era assessore a Velletri. Al momento di esprimersi sulla modifica della legge elettorale i 7 «grillini» sono stati gli unici consiglieri a votare contro, adducendo motivi procedurati, mentre tutta l’Aula - da destra a sinistra - decideva per il sì. Unico ad «accompagnare» il gruppo capeggiato da Barillari è stato proprio Righini. Un atteggiamento stigmatizzato dallo stesso Vincenzi, che ha parlato di «scelta ambigua» nascosta «dietro cavilli interpretativi di leggi nazionali e della Costituzione». Tuto ciò ha fatto emergere «una posizione del M5S favorevole al mantenimento dello status quo» che «ostacola il cambiamento». Alla faccia del risparmio di 4 milioni raggiunto. E sì che i grillini avevano iniziato la giornata mangiando pane e marmellata fuori dalla Pisana per denunciare - ha spiegato Barillari - il fatto di non essere stati rappresentati nell’Ufficio di presidenza e nei ruoli delle commissioni consiliari. Tra l’ironia dei dipendenti: «Mangiano marmellata perché non gli hanno fatto mettere le mani nel barattolo».

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