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Alemanno e il «Romanzo capitale»

«Report» attacca sulle inchieste filobus e metro C ipotizzando legami con la malavita La Gabanelli ricorda: a maggio si vota. Il sindaco replica: querela per diffamazione

Alemanno e il «Romanzo capitale»

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Era attesa da quasi un mese la puntata di ieri sera di Report andata in onda su Rai Tre dal titolo «Romanzo capitale». Al di là della pubblicità al libro dell’ex assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, uscito in ottobre con lo stesso titolo, il programma condotto da Milena Gabanelli aleggiava sulla campagna elettorale come un fantasma. E sì perché proprio di propaganda politica si tratta. L’obiettivo è chiaro: colpire il sindaco Alemanno.

Lo ammette praticamente a fine trasmissione la stessa Gabanelli: «...Adesso a fine maggio i cittadini romani dovranno scegliere il loro nuovo sindaco. C’è da dire che la scelta della classe dirigente romana non è un affare solo dei romani, parliamo della Capitale, vale a dire del luogo dove stanno tutte le istituzioni, tutta la politica nazionale transita di qua e si contamina. Come esci da una ragnatela dove anche l’ultimo dei delinquenti ha un legame, una protezione con un dirigente del Comune, della Provincia, della Regione, con un carabiniere, con un poliziotto, un finanziere, un magistrato? Io non lo so, penso che occorra fare quadrato attorno alle persone per bene, alle persone competenti e che i partiti si adoperino, facciano in fretta per trovare queste persone al loro interno, se ce le hanno».

La puntata è montata in modo tale da insinuare nello spettatore il dubbio di un legame forte tra la destra, gli ex Nar, la mafia e l’amministrazione guidata da Gianni Alemanno. Comincia con un’intervista a Enrico Nicoletti, 75 anni ex tesoriere della Banda della Magliana. Da qui il collegamento con Massimo Carminati il «nero» di Romanzo Criminale. A parlare del legame tra questo, Mokbel e Finmeccanica è "er Palletta", al secolo Raffaele Pernasetti, altro ex della Banda. Tra un’intervista e l’altra si ricordano le inchieste della magistratura sui Punti Verde Qualità, su parentopoli e sull’appalto filobus e metro C.

Lo spazio maggiore è riservato all’inchiesta, la più recente, sui filobus che ha portato all’arresto di Riccardo Mancini, ex ad di Eur spa e uomo vicino al sindaco Alemanno. Di nuovo rispetto alle notizie già ampiamente diffuse su tutti i mezzi di informazione c’è l’intervista a un imprenditore anonimo che confermerebbe la tesi degli inquirenti secondo i quali Mancini sarebbe l’uomo in grado di far vincere gli appalti e subappalti per la realizzazione della metro C. «Per onguno di questi - riferisce la voce anonima - intascava una percentuale del 5 o 7%». Si parla poi delle numerose ditte subappaltatrici della metropolitana il cui costo è schizzato da 1,9 a 3,5 miliardi. E di quelle palesemente colluse con le organizzazioni crimnali e per questo escluse dall’esecuzione dei lavori. La trasmissione ricorda poi, con le parole dell’ex capo delle relazioni istituzionali di Finmeccanica l’incontro con l’ad di Eur spa Mancini e il coordinatore Pdl Lazio Vincenzo Piso e della cena a casa del faccendiere Lorenzo Cola con il presidente di Finmeccanica Guarguaglini, Alemanno e "un avvocato" che si scopre poi essere Pietro di Paolo, ex assessore regionale. Alla domanda su cosa si sia parlato quella sera, Guarguaglini risponde di non ricordare bene, tranne un particolare: «Alemanno tirò fuori il problema dei muri imbrattati, se si poteva fare qualcosa».

Tra la parte che riguarda l’inchiesta filobus e quella degli appalti alla metro C si assiste a un «salto» nella realtà dei Casamonica che hanno rapporti di «buon vicinato» con la «nuova Banda della Magliana», parte dunque un’intervista a un marmista iraniano aggredito dai Casamonica.

A questo punto si fatica davvero a tenere il filo, che si riprende poi nel fuori onda di Paolo Mondani: «I referenti politici dei Casamonica sono sconosciuti. Si può solo dire che il boss Armando Casamonica vendeva cocaina al vigile urbano che faceva da autista al vicepresidente del consiglio comunale Samuele Piccolo, finito a luglio scorso ai domiciliari per frode fiscale. La polizia ipotizza che quella droga servisse a Piccolo e ai suoi amici... Il caso scuote la giunta Alemanno, ma poche settimane dopo il comune è travolto da un altro scandalo: nella gara per la costruzione della linea di filobus a Roma sud i magistrati trovano le tracce di tangenti».

Si ricomincia. Non solo con le inchieste però. La demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca e la proposta di vendita della quota maggioritaria di Acea spa - naufragata in Consiglio comunale - sono gli ultimi due tasselli della trasmissione.

Manca del tutto una replica delle controparti. Il motivo?

«Sappiamo anche che un’informazione non è completa se mancano gli argomenti dell’interlocutore principale - dice la conduttrice di Report - che in questo caso è il sindaco al quale avevamo inviato la lista degli argomenti e abbiamo atteso fino all’ultimo, ha preferito evitare il confronto. Lo stesso vale per la sua vice Belviso (citata nella parte che riguarda l’inchiesta sui Punti verde qualità insieme al capo segreteria del sindaco Antonio Lucareli ndr )».

Secondo il Campidoglio le cose non sarebbero andate proprio così: Alemanno si era reso disponibile a replicare su tutto ma non su una lista di argomenti inviata piuttosto entrando nel particolare dei servizi che sarebbero andati in onda o intervendeno in diretta o visionando in anteprima la trasmissione. Opzioni negate al sindaco della Capitale.

A differenza di quanto accaduto per i giornalisti di Repubblica e Corriere della Sera che già sui quotidiani di ieri davano ampio riscontro della trasmissione visionata - loro sì - in anteprima.

In tarda serata il sindaco replica laconico con un tweet: «Alla Gabanelli solo una risposta: querela per diffamazione e risarcimento danni per le menzogne contro Roma».

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