Onorevole Morassut, oggi ci sono le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Roma. È soddisfatto del confronto di queste settimane? «No. Ovviamente mi auguro che le primarie siano un successo di partecipazione. Ma le proposte dei candidati sono deboli, il dibattito non è stato all’altezza. La discussione è stata viziata da un eccesso di correntismo». Di che cosa non hanno parlato i candidati alle primarie? «Martedì voteremo il decreto correttivo della legge delega su Roma Capitale in cui si precisano i poteri del sindaco su traffico e protezione civile. Questo, ad esempio, è un tema centrale, visto che Roma dal 2008 ha perso risorse dello Stato per circa 80 milioni di euro all’anno. Chi si candida a sindaco deve porsi questo problema, anche perché con le nuove norme si potranno inserire nella programmazione Cipe 2-3 infrastrutture fondamentali». Suggerimenti? «La chiusura dell’anello ferroviario, il completamento della metro C da Colosseo a Piazzale Clodio e quello delle tangenziali interne, cioè il nodo di San Lorenzo. Non ne ha parlato nessuno». Però hanno assicurato un impegno sulla cura del ferro. «Sì ma in modo generico. Hanno parlato dei tram, una proposta giusta in teoria ma vecchia sul piano attuativo, soprattutto troppo onerosa per le risorse che abbiamo a disposizione e per il peso che avrebbe sulla città la sua realizzazione». Dunque cosa propone? «Corridoi riservati per il trasporto pubblico con mezzi ecologici e a metano che costano la metà dei tram». Lei è stato assessore all’Urbanistica con il sindaco Veltroni. Tutti i candidati hanno parlato molto di riqualificazione delle periferie... «Un tema che è stato evocato astrattamente. La Comunità europea stanzierà 2 miliardi in 7 anni per la riqualificazione delle periferie italiane ma servono progetti innovativi che soddisfino i rigidi criteri previsti dall’Ue. I candidati sindaci come vogliono trasformare la città? C’è stata un’assenza di idee piuttosto sorprendente. Intanto servirebbe una nuova legge urbanistica regionale: in questo caso sono confortato dal programma del presidente Zingaretti e dell’assessore Civita. Poi ci sono le politiche sociali». Anche su questo terreno è rimasto deluso? «Dicono "nessuno deve restare solo" ma le risorse sono ridotte e l’emergenza sempre più profonda. Come si colma questo divario? Serve un uso innovativo del patrimonio immobiliare, in parte favorendo la sua valorizzazione economica, in parte disponendo un uso sociale di questi immobili, anche per creare servizi». Ma perché non si è candidato alle primarie del centrosinistra? «Perché ho visto che l’insalata era già ricca e anche perché non mi sarei mai autocandidato. Anche se me l’avessero chiesto ci avrei pensato. Quando Enrico Berlinguer diventò segretario del Pci confidò a un amico: "Non sai nemmeno qual è l’enorme peso che mi è caduto sulle spalle"». Chi voterà? «Sto valutando. Di certo sosterrò chi vincerà».
Morassut boccia i candidati Pd «Troppe correnti e poche idee»
«Mi aspettavo proposte per migliorare Roma. Serve una svolta»
